A VENEZIA UN PICCIONE ACCHIAPPA IL LEONE D’ORO

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Un po’ a sorpresa, il vincitore di Venezia 71 è lo svedese Roy Andersson con A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence, ovvero “Un piccione seduto sul ramo che riflette sull’esistenza”, che mette in scena con ironia il viaggio di un venditore e di un ritardato mentale fatto di incontri e situazioni inaspettate. The Guardian lo ha definito “un film brillantemente distinto che nessun altro poteva fare”.
Grande soddisfazione per il cinema italiano: Hungry Hearts di Saverio Costanzo si porta a casa la Coppa Volpi sia per la migliore interpretazione maschile (Adam Driver), che per quella femminile (Alba Rohrwacher, apparsa molto emozionata al momento della premiazione).
Uno dei favoriti della vigilia, The Look of Silence di Joshua Oppenheimer, documentario che racconta il genocidio indonesiano negli anni Settanta, si deve accontentare del Gran Premio della Giuria.
Grande delusione per Birdman di Alejandro Gonzalez Iñarritu, molto quotato grazie agli enormi consensi sia della stampa internazionale, che di quella italiana (Maria Pia Fusco – La Repubblica, Mariarosa Mancuso – Il Foglio e Fulvio Caprara – La Stampa gli avevano assegnato 5 stelle).
A mani vuote anche Il giovane favoloso di Mario Martone, che aveva creato molte aspettative dopo il caloroso applauso seguito alla proiezione e le ottime recensioni.

Se volete conoscere tutti i vincitori di Venezia 71 digitate http://www.labiennale.org/it/cinema/71-mostra/premi/ .

Se, invece, volete scoprire i voti della stampa italiana e internazionale, andate all’indirizzo http://www.ciakmagazine.eu/2014/09/06/71ma-mostra-cinema-giudizio-dei-critici/ .

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