UP, UNA LEZIONE DI VITA LEGGERA COME UN PALLONCINO

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Un anziano vedovo malinconico che assomiglia a Spencer Tracy e un bimbo scout obeso e discolo, una casa volante e una montagna di palloncini con tutti i colori del mondo. Bastano anche un paio di questi indizi e vedremo comparire nella nostra mente Up (2009) di Pete Docter e Bob Peterson, uno dei migliori prodotti della più grande fabbrica di sogni del cinema contemporaneo, la Pixar.
Che si sta per assistere a uno spettacolo memorabile lo si capisce sin dalle prime battute, quando scorre veloce ma intensa la storia d’amore tra Carl e Ellie: sorrisi e lacrime, vita e morte condensati con sensibilità e leggerezza in pochi minuti. Poi, tra cielo e terra, dall’America del Nord a quella del Sud, tanta tanta spassosa avventura, ma sempre accompagnata alla riflessione costruttiva, marchio di fabbrica della Pixar.
L’elaborazione del lutto, la solitudine degli anziani, il disorientamento dei bambini trascurati dagli adulti assenti: temi importanti e attuali trattati con profondità, senza mai scadere nel banale, e sempre con la lievità di un palloncino che si libra in volo verso il cielo.

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