UN GIORNO DI PIOGGIA A NEW YORK. RECENSIONE

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Due fidanzatini del college, Gatsby e Ashleigh, hanno l’occasione di trascorrere insieme un weekend a New York, città d’origine del ragazzo. La giovane è stata infatti incaricata dal giornale universitario di intervistare Roland Pollard, noto regista cinematografico con un nuovo film in uscita. Gatsby sogna di poter fare da cicerone alla sua amata, ma appena giunti in città i due si ritrovano separati per poi imbattersi in una serie di incontri casuali e bizzarre avventure che rischieranno di minare il loro legame.

Con il suo quarantanovesimo film, l’ottantaquattrenne Woody Allen sembra proprio voler mettere da parte ogni forma estrema del suo proverbiale pessimismo. Un giorno di pioggia a New York sprizza vitalità da tutti i frame – pur avvolto com’è in una patina dolcemente malinconica – e i tre giovani, aitanti protagonisti (Timothée Chalamet, Elle Fanning e Selena Gomez) appaiono il veicolo più efficace per esorcizzare la vecchiaia e la morte. Lo dimostra, a chiare lettere, il suo nuovo alter ego Gatsby Welles, un sognatore romantico e fuori dal tempo proprio come la Grande Mela, mai così vicina a quella idolatrata dall’indimenticabile Alvy Singer nel capolavoro Manhattan (1979).
Allen torna a scandagliare uno dei suoi argomenti prediletti, l’amore, in tutte le sue sfumature e conseguenze. Ed eccoci immersi in slanci di passione e tumulti del cuore, compromessi e incompatibilità, sotterfugi e sensi di colpa, gelosie e amare prese di coscienza, con una New York innalzata quasi a deus ex machina delle vicende sentimentali narrate. C’è, però, un’importante variazione sul tema: il caro vecchio Woody non è più arrendevole al destino, ed incita con decisione al carpe diem e a non smettere di sognare, perché in fondo “la vita reale è per chi non sa fare di meglio”.
Che la sua penna e il suo occhio di cineasta siano particolarmente ispirati lo si nota anche dallo spessore delle sottotrame e delle figure secondarie. La sortita di Ashleigh nel mondo del cinema (arricchita dalle gustose caratterizzazioni di Liev Schreiber e Jude Law) ha il sapore di un sonoro sberleffo alle nevrosi e alle ipocrisie di Hollywood, mentre attraverso lo sfaccettato personaggio della madre di Gatsby, Allen trova modo di punzecchiare (e smascherare) con arguzia la fumosa alta borghesia newyorkese.
E pensare che, a causa delle note vicissitudini distributive innescate dal ciclone #MeToo, abbiamo seriamente rischiato di non vedere questo film. Ci saremmo persi molte cose belle, tra cui i frutti della terza collaborazione di fila col direttore della fotografia Vittorio Storaro: le morbide luci che bagnano i volti degli attori e gli angoli di New York sono un’autentica manna per gli occhi e per l’anima.

Voto: 3,5/5

Un giorno di pioggia a New York (A Rainy Day in New York), USA, 2019. Regia: Woody Allen. Interpreti: Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Jude Law, Diego Luna, Liev Schreiber, Rebecca Hall, Kelly Rohrbach, Cherry Jones. Durata: 1h e 32’.

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