UN ALTRO FERRAGOSTO. RECENSIONE

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A quasi trent’anni di distanza dal loro primo incontro-scontro, i destini dei Molino e dei Mazzalupi tornano ad incrociarsi a Ventotene. Il giornalista Sandro Molino, ormai anziano e malandato, si reca con i suoi cari sull’isola laziale per trascorrere le vacanze estive e scopre che la comunità locale è in fermento per il matrimonio di Sabry Mazzalupi, divenuta nel frattempo una celebrità del web. In men che non si dica, le due famiglie si ritroveranno in rotta di collisione.

Partendo da una sceneggiatura scritta con il fratello Carlo e con Francesco Bruni, Paolo Virzì firma il sequel di uno dei suoi primi lungometraggi, Ferie d’agosto, commedia di culto con cui nel lontano 1996 il regista toscano seppe fotografare gli italiani dei primissimi anni dell’era Berlusconi.
L’intento di Virzì è piuttosto chiaro: radiografare ancora una volta i suoi connazionali attraverso un nuovo, burrascoso scontro tra Molino e Mazzalupi, sinistra e destra, intellettuali e popolani, mettendo a nudo l’attuale stato di salute sociale e politico del Bel Paese. L’autore de La pazza gioia cerca, in particolare, di dar forma e voce al caos generato dalla crisi di valori e di ideali che attanaglia l’Italia e la nostra quotidianità, riflettendo su ciò che eravamo tre decenni fa e ciò che siamo diventati col trascorrere del tempo.
Ma Un altro ferragosto non appare praticamente mai all’altezza dei suoi propositi e delle sue ambizioni. Al racconto nuocciono il groviglio di trame e sottotrame, i troppi personaggi in scena – molti dei quali risultano stereotipati o poco delineati – e l’eccesso di argomenti su cui prova a ragionare, tra cui non mancano questioni di urgente attualità come l’omofobia, gli influencer e le derive social.
Tutto resta in superficie nell’ultima fatica di Virzì e, anche come operazione nostalgia, il film lascia freddi: le considerazioni sul trascorrere del tempo rimangono soffocate nell’affastellarsi di situazioni e scene, i frammenti di Ferie d’agosto che compaiono a mo’ di fulminei ricordi non si rivelano quasi mai funzionali e persino l’omaggio a Fantastichini e Natoli fa fatica a scaldare il cuore.
A lasciare il segno ci sono solo qualche lampo di bravura di Silvio Orlando e lo spietato, pessimista monologo finale di Emanuela Fanelli al cineforum. Troppo poco perché Un altro ferragosto possa insinuarsi nell’immaginario come fece il suo celebre predecessore.

Voto: 2/5

Un altro ferragosto, Italia, 2024. Regia: Paolo Virzì. Interpreti: Silvio Orlando, Sabrina Ferilli, Christian De Sica, Laura Morante, Andrea Carpenzano, Vinicio Marchioni, Anna Ferraioli Ravel, Emanuela Fanelli, Rocco Papaleo, Paola Tiziana Cruciani, Agnese Claisse. Durata: 1h e 55’.

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