UCCELLACCI E UCCELLINI COMPIE 50 ANNI

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C’era una volta Totò, Ninetto Davoli e un corvo parlante… Il 4 maggio 1966 esce nelle sale italiane uno dei film più rappresentativi e geniali di Pier Paolo Pasolini, Uccellacci e uccellini, storia di un padre e di un figlio che attraversano la periferia romana in compagnia di un corvo intellettuale e delle sue considerazioni filosofiche.
All’origine di quest’opera c’è il desiderio di Pasolini di riflettere sulla crisi dell’ideologia marxista, e il regista friulano lo fa nel modo più spiazzante possibile, raccontando una storia allegorica in cui convivono splendidamente realtà e fiaba, filosofia e poesia, tra le polverose borgate romane degli anni Sessanta e la suggestiva Umbria agli albori del francescanesimo.
Uccellacci e uccellini è anche la storia dell’incontro tra Pasolini e il principe della risata Totò, due universi sulla carta inconciliabili che si fondono con risultati sorprendenti. Il comico napoletano rinuncia alla sua proverbiale improvvisazione sfrenata e si lascia “addomesticare” dal regista di Accattone, dando vita a un’interpretazione indimenticabile e facendo ricredere quella critica che lo aveva sempre snobbato. Un motivo in più per (ri)vedere un film poetico, stravagante ed unico nel suo genere.

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Amarcord

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