THE HOLDOVERS – LEZIONI DI VITA. RECENSIONE

Facebooktwittermail

New England, 1970. Paul Hunham, burbero e impopolare docente della Barton Academy, viene scelto per restare a vigilare su uno sparuto gruppo di studenti impossibilitati a tornare a casa in occasione delle festività natalizie. Insieme a loro c’è anche la cuoca della scuola, Mary Lamb, che ha da poco perso il figlio in Vietnam. Durante il periodo di convivenza forzata, il professor Paul finirà per stringere un inaspettato legame con uno dei ragazzi, il problematico e irrequieto Angus Tully.

The Holdovers, nono lungometraggio diretto dal regista e sceneggiatore Alexander Payne, è una di quelle commedie lineari, (apparentemente) semplici e dal sapore classico che, fin dalle prime battute, sai già dove andrà a parare. Certi suoi risvolti di trama puoi persino prevederli e non mette a segno particolari colpi di scena, se non uno abbastanza significativo nel corso della seconda parte. Ciononostante, l’ultima fatica del regista di Sideways e Paradiso amaro si rivela un film a suo modo sorprendente, che ti conquista per la qualità di scrittura e per le sfumature dei personaggi, per la cura dei dettagli e per l’ottimo livello di recitazione, per la finezza dei dialoghi e per le battute di spirito puntuali e incisive. E poi perché è un’opera colma di bellezza, se è vero che sa descrivere a fondo tre esseri umani afflitti dalla solitudine, così diversi eppure accomunati dal fatto di aver perso qualcosa di fondamentale lungo il cammino della vita.
Il fulcro del racconto intessuto da Payne è il professor Paul, un insegnante preparatissimo ma scorbutico, inflessibile e respingente, quasi una versione acida e disillusa del John Keating de L’attimo fuggente. Lo interpreta alla perfezione un grande Paul Giamatti, talmente in parte da ispirare e trascinare anche i suoi compagni di scena, l’esordiente Dominic Sessa, nel ruolo del giovane Angus, e Da’Vine Joy Randolph, nei panni della cuoca Mary.
È affascinante guardare Paul che pian piano si spoglia della sua corazza, facendo così breccia nel cuore del diffidente allievo. Ma è ancora più stimolante osservare come entrambi imparino a cercare il bello che c’è nell’altro sotto la scorza dura, a darsi reciproco supporto ed, infine, ad accettare le proprie debolezze. E mentre il loro rapporto evolve, muta anche l’ambientazione: si passa da una sorta di prigionia tra le mura della scuola circondata dal gelo e dalla neve a una liberatoria avventura on the road, direzione Boston.
Del resto, che The Holdovers sia un film profondo lo si percepisce ogni qual volta si addentra anche in altri argomenti, ovvero quando narra dell’elaborazione di un lutto devastante e del cinismo di certi genitori egoisti, delle scie di dolore lasciate dalla guerra e delle ingerenze della politica in qualsiasi ambito della quotidianità (Paul è inviso al preside per aver bocciato l’intoccabile figlio di un senatore), nonché dell’importanza di conoscere la Storia che, come insegna il protagonista, “non è il semplice studio del passato, ma una spiegazione del tempo presente”.
Avrà pure il retrogusto del “già visto”, insomma, ma The Holdovers dice molto bene ciò che ha da dire e, inoltre, ha la capacità di divertire, di far riflettere e di scaldare il cuore senza essere retorico. Cosa chiedere di più?

Voto: 4/5

The Holdovers – Lezioni di vita (The Holdovers), USA, 2023. Regia: Alexander Payne. Interpreti: Paul Giamatti, Dominic Sessa, Da’Vine Joy Randolph, Carrie Preston. Durata: 2h e 13’.

Facebooktwittermail

Categorie Post:
Contenuti Speciali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *