THE FRENCH DISPATCH. RECENSIONE

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Ennui-sur-Blasé, Francia, XX secolo. Alla morte dello storico direttore Arthur Howitzer Jr., la redazione del French Dispatch – edizione europea dell’americano Evening Sun – decide di pubblicare una raccolta dei migliori articoli apparsi sul giornale nel corso di alcuni decenni: il diario di viaggio di un reporter ciclista, la storia di un pittore condannato all’ergastolo, un’inchiesta sulle rivolte studentesche sessantottine, la cronaca del rapimento del figlio di un commissario di polizia.

Giunto al suo decimo lungometraggio, il visionario ed estroso Wes Anderson sceglie il racconto antologico per dar vita al proprio personale omaggio al giornalismo d’antan, prendendo dichiaratamente a modello un film a episodi fondamentale come L’oro di Napoli di Vittorio De Sica. E, fedele a una poetica che lo ha reso un regista di culto, dà più che mai libero sfogo alla sua sconfinata creatività nella messa in scena e nella ricostruzione d’epoca. Ogni elemento scenografico sembra fuoriuscire dallo schermo, la cura del decor è semplicemente perfetta e i costumi della grande Milena Canonero fungono da gustosa ciliegina sulla torta. E che dire poi dei morbidi colori pastello che scompaiono in un raffinato bianco e nero, delle carrellate vertiginose che si arrestano sui deliziosi “quadretti” in movimento, del live action che sfocia inaspettatamente in animazione fumettistica.
Uno spettacolo davvero avvolgente per chi guarda, ma accompagnato da un “però” che diventa sempre più grande col trascorrere dei minuti. La sublime estetica di The French Dispatch finisce per ingoiarsi il film stesso. Divora la narrazione, già azzoppata da una sceneggiatura sfilacciata. Divora i personaggi, molti dei quali poco delineati e con le cui emozioni si stenta ad entrare in contatto. Divora quell’ironia surreale che è un aspetto peculiare della cifra stilistica dell’autore. E divora il cast stellare. Gran parte degli attori attraversa il luna park messo in piedi da Anderson con la gioia di esserci dentro, ma senza lasciare il segno. Il solo a incidere è Benicio del Toro, non a caso protagonista dell’unico episodio piuttosto coinvolgente, Un capolavoro nel cemento. Episodio collocato nella prima metà della pellicola, a tutto svantaggio della seconda parte del racconto, che si trascina stancamente verso la conclusione.
Gli andersoniani irriducibili saranno probabilmente disposti a immergersi e a perdersi nel favoloso, arzigogolato mondo del French Dispatch. A tutti gli altri cinefili, invece, tanta bellezza senz’anima non credo possa bastare.

Voto: 2,5/5

The French Dispatch, USA, 2021. Regia: Wes Anderson. Interpreti: Benicio del Toro, Adrien Brody, Tilda Swinton, Léa Seydoux, Frances McDormand, Timothée Chalamet, Lyna Khoudri, Jeffrey Wright, Mathieu Amalric, Stephen Park, Bill Murray, Owen Wilson, Liev Schreiber, Edward Norton, Willem Defoe, Saoirse Ronan, Christoph Waltz. Durata: 1h e 48’.

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