SOPRAVVISSUTO – THE MARTIAN. RECENSIONE

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Nel corso di una missione su Marte, gli astronauti dell’Ares 3 sono costretti a fuggire via improvvisamente a causa di una terribile tempesta. Durante la fuga il botanico Mark Watney (Matt Damon), creduto morto dal resto dell’equipaggio, viene abbandonato sul Pianeta Rosso. Watney comincia così una lunga lotta per la sopravvivenza, mentre la NASA cerca di organizzare un piano per condurlo alla salvezza.
Dopo i poco convincenti film degli ultimi anni (in particolare lo sconcertante The Counselor – Il procuratore), quasi tutti erano ormai pronti a celebrare il de profundis di Ridley Scott. E, invece, il settantasettenne regista britannico ha dimostrato con la sua ultima fatica di non essere ancora bollito. Sopravvissuto è un godibilissimo sci-fi con poca fanta e molta scienza, che non si prende il rischio di addentrarsi in riflessioni metafisiche e punta tutto sulla spettacolarità delle sequenze d’azione, la bellezza dei paesaggi (con Marte riprodotto nel deserto della Giordania) e una buona dose d’umorismo.
Il film di Scott è un vero e proprio inno all’ingegno dell’essere umano, in cui il protagonista Matt Damon (che parte pieno di muscoli e finisce smilzo) fa ripensare in alcuni momenti al naufrago Tom Hanks in Cast away.

Voto: 3/5

Sopravvissuto – The Martian (The Martian), USA, 2015. Regia: Ridley Scott. Interpreti: Matt Damon, Jessica Chastain, Kate Mara, Michael Peña, Kristen Wiig, Chiwetel Ejiofor, Jeff Daniels, Sean Bean, Mackenzie Davis. Durata: 2h e 10’.

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