SESSO & POTERE

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Tra i film più riusciti del poliedrico regista Barry Levinson (ricordato soprattutto per aver vinto l’Oscar con Rain Man – L’uomo della pioggia) c’è una commedia nera del 1997, Sesso & potere, pellicola che predisse in maniera sorprendente lo scandalo che, di lì a poco, costò le dimissioni all’allora Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton.
Nel film di Levinson il Presidente (che non appare mai in volto) è accusato di aver molestato una girl scout nella Casa Bianca ad appena undici giorni dalle elezioni. Il suo destino viene messo nelle mani di un guru della comunicazione (Robert De Niro in versione barbuta) che, con l’aiuto di un noto produttore di Hollywood (un esilarante Dustin Hoffman), inventa una guerra contro l’Albania distraendo, così, la stampa e manipolando l’opinione pubblica.
Con i dialoghi brillanti nati dalla penna arguta di David Mamet, due protagonisti in gran forma e un importante cast di contorno (in cui si distingue il folle Woody Harrelson) come punti di forza, Sesso & potere è un’efficace satira con cui Levinson ci insinua il dubbio (fondato) che quello che i politici e i media ci mostrano è soltanto un lontano parente della realtà. Uno scenario tanto inquietante quanto ancora tremendamente attuale.

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