SAM ROCKWELL, IL PREDESTINATO

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Quando si dice un predestinato. Sam Rockwell da Daly City, California, evidentemente la recitazione ce l’aveva già nel DNA. I suoi genitori, Pete e Penny, sono entrambi attori, ma soprattutto – come lui stesso ha affermato – gli hanno trasmesso l’amore per il teatro e il cinema d’essai, nonostante un divorzio arrivato molto presto gli abbia reso movimentata la vita sin da piccolo.
Sguardo magnetico, volto straordinariamente espressivo, Rockwell durante la carriera ha affrontato personaggi di ogni tipo, risultando sempre convincente. Tra le sue interpretazioni, impossibile non citare per prima quella nel cult Il miglio verde (1999) di Frank Darabont: insolente e sadico, il suo “Wild Bill” è uno psicopatico assassino di bambine difficile da dimenticare.
Nel 2003 si è aggiudicato il prestigioso Orso d’argento a Berlino grazie a Confessioni di una mente pericolosa di George Clooney, in cui veste i panni di Chuck Barris, autore e conduttore di spettacoli televisivi che si trasforma in una spia della CIA. Altra sua performance da protagonista imperdibile è quella nel fantascientifico Moon (2009) di Duncan Jones, dove recita praticamente da solo per quasi tutto il film.
Nel corso degli anni Sam ci ha abituati anche a partecipazioni in ruoli di contorno, spesso in film indipendenti, che hanno contribuito a mettere in risalto le sue qualità recitative. Recuperate, per esempio, il malinconico percussionista in Stanno tutti bene (2009) di Kirk Jones, per vedere un Rockwell insolitamente sotto le righe ma ugualmente molto intenso.
Forse non diventerà mai una star, probabilmente lui non ci tiene ad esserlo, ma quello che conta è che Sam Rockwell è e sarà sempre una garanzia per chi ama il buon cinema.

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