RINGRAZIAMENTI DA OSCAR: 10 DISCORSI MEMORABILI

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Quarantacinque secondi: questo è il tempo a disposizione di chi vince un Oscar per poter esprimere in parole le proprie emozioni. C’è chi ha saputo ringraziare in pochi secondi, chi invece è andato oltre il tempo a disposizione. Ma quello che più conta è che molti hanno regalato discorsi che hanno colpito il cuore dei presenti e degli spettatori a casa. In fondo, sono spesso quelli i momenti più sorprendenti delle notti degli Oscar che, altrimenti, finirebbero per assomigliarsi tutte.
Ecco dieci discorsi di ringraziamento memorabili.

Non ci speravo più
John Wayne, dopo aver conquistato alle porte della vecchiaia la sua prima statuetta per Il Grinta (1969), disse incredulo “Pensavo che un giorno avrei potuto vincere un premio per una carriera così lunga, ma non avrei mai immaginato di vincere proprio l’Oscar”.

Gioia incontenibile
“Mi piacerebbe essere Giove e stendermi nel firmamento per fare l’amore con tutti voi!” gridò uno straripante Roberto Benigni per l’Oscar assegnato a La vita è bella come miglior film straniero (1999).

Sensi di colpa
Ingrid Bergman vinse il suo terzo Oscar per Assassinio sull’Orient Express (1974), quando la favorita per tutti era Valentina Cortese. E a quanto pare la pensava così anche la grande Ingrid: “Non è giusto. Voglio che questo premio vada a Valentina Cortese per Effetto notte. Per favore, perdonami Valentina, io non volevo!”.

Non lo restituisco!
“Spero non sia un errore, perché non lo restituirò per niente al mondo”, disse felicissimo Yul Brynner, Oscar per Il re ed io (1956).

Oscar con shampoo
“Mentirei se dicessi che non mi sono preparata un discorso per questa cosa fin da quando avevo meno di 8 anni, fissando lo specchio del bagno, e la statuetta era la bottiglia dello shampoo. Beh, questa chiaramente non è la bottiglia dello shampoo”, disse agitando la statuetta Kate Winslet nel 2009, dopo aver vinto per The Reader – A voce alta.

Emozioni forti
“Non potete immaginare cosa sto provando, è un’emozione così forte che mi arriva fino alle dita dei piedi”, confessò Meryl Streep alla vittoria del suo secondo Oscar per La scelta di Sophie (1982).

Dedicato al figlio
“Mio figlio diceva che mi avrebbe fatto uno di questi con della creta. Adesso ho il calco che gli serviva…”: parole e musica di Denzel Washington, miglior attore non protagonista per Glory – Uomini di Gloria (1989).

Il più veloce
A Joe Pesci, vincitore per Quei bravi ragazzi (1990), bastarono pochissimi secondi per ringraziare: “È un privilegio. Grazie” disse lapidario.

Oscar alla cattiveria
“Sembra proprio che mi abbiate odiato tutti così tanto da darmi un Oscar… Tutto quello che posso dire è che ho amato essere odiata da voi”, queste le parole di Louise Fletcher, miglior attrice protagonista per Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975).

La commozione di Ennio
Indimenticabile la voce rotta dalla commozione di Ennio Morricone, premiato alla carriera nel 2007: “Voglio ringraziare i registi che mi hanno chiamato con la loro fiducia, a scrivere musica nei loro film, veramente non sarei qui se non per loro. Il mio pensiero va anche a tutti gli artisti che hanno meritato questo premio e che non lo hanno avuto. Io gli auguro di averlo in un prossimo vicino futuro. Credo che questo premio sia per me non un punto di arrivo, ma un punto di partenza per migliorarmi al servizio del cinema e al servizio anche della mia personale estetica sulla musica applicata. Dedico questo Oscar a mia moglie Maria che mi ama moltissimo e io la amo alla stessa maniera, questo premio è anche per lei”.

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