POVERE CREATURE! RECENSIONE

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La giovane suicida Bella viene riportata in vita dallo stravagante scienziato Godwin Baxter e, sotto la protezione dell’uomo che l’ha resuscitata, muove i suoi primi passi al riparo dal mondo esterno. Col passare del tempo, tuttavia, Bella è sempre più bramosa di scoprire ciò che c’è al di là delle mura in cui è reclusa. L’occasione per fuggire le si presenta quando conosce Duncan Wedderburn, uno scaltro e dissoluto avvocato che la accompagnerà in una travolgente avventura attraverso alcune delle città più affascinanti della Terra.

Inquadrare in un genere il nuovo film di Yorgos Lanthimos – sceneggiato da Tony McNamara a partire dall’omonimo romanzo di Alasdair Gray – è pressoché improbabile. Da un lato lo si potrebbe definire una sorta di fiaba gotica e provocatoria, ambientata in un mondo sospeso tra passato e futuro. Dall’altro un racconto di formazione grottesco e fuori dagli schemi o, perché no, una commedia horror, vista la sua capacità di essere divertente e al tempo stesso non poco disturbante.
Certo è che Povere creature! inizia in un’atmosfera alla Frankenstein di Mary Shelley con una spruzzata di Freaks di Tod Browning, e ci porta alla corte di uno sfigurato Willem Dafoe che gioca a fare Dio – il suo soprannome, God, è tutto un programma – provocando conseguenze presto incontrollabili. Trapiantato il cervello di un neonato nel corpo di una donna, il Dr. Baxter vorrebbe tener soggiogata la strana e attraente creatura da lui plasmata (e qui è impossibile non ripensare al padre-padrone di Dogtooth dello stesso Lanthimos), ma non ha fatto i conti con la vorace curiosità e l’irrefrenabile desiderio di libertà di Bella, un mix micidiale che metterà al tappeto pure il borioso avvocato Wedderburn (un esilarante Mark Ruffalo).
Sarebbe facile leggere nella parabola di Bella soltanto una graffiante storia di emancipazione femminile. In realtà, dietro Povere creature! si palesa anche il desiderio del regista greco di scrutare ancora una volta nella complessità dell’essere umano, fino ad addentrarsi nelle sue contraddizioni e nei suoi anfratti reconditi, toccando temi come la sessualità (elemento ancor più centrale che ne La favorita), le convenzioni sociali, i pregiudizi, l’etica, la conoscenza, le ideologie, le ingiustizie e le disuguaglianze.
Coloratissimo eppure cupo, cadenzato dalle musiche dissonanti di Jerskin Fendrix e contraddistinto dall’uso incessante del fish-eye, nonché contornato da un sontuoso apparato scenografico, Povere creature! è coinvolgente, sorprendente, pungente nella prima parte, per poi arrancare improvvisamente nella seconda. La narrazione del lungo soggiorno parigino di Bella, imperniato sul susseguirsi delle disparate esperienze sessuali della protagonista, appare difatti ripetitiva, eccessiva e superficiale, andando a minare sia il ritmo che il risultato finale dell’opera. Fortunatamente, il film riprende quota nel segmento conclusivo, dove lo sguardo beffardo e acuto di Lanthimos emerge con efficacia lasciando il segno.
Una considerazione a parte, invece, la merita l’interpretazione di Emma Stone, cimentatasi nel ruolo forse più complicato della sua ancor giovane ma densa carriera. La 35enne dell’Arizona si è fatta letteralmente “impossessare” da Bella, incarnandola con straordinaria credibilità in ogni istante del suo percorso di crescita e di consapevolezza. Una prova di maturità attoriale notevole, che la consacra definitivamente tra le migliori interpreti del cinema odierno.

Voto: 3/5

Povere creature! (PoorThings), Gran Bretagna-Irlanda-USA, 2023. Regia: Yorgos Lanthimos. Interpreti: Emma Stone, Mark Ruffalo, Willem Dafoe, Ramy Youssef, Jerrod Carmichael, Margaret Qualley, Christopher Abbott, Kathryn Hunter. Durata: 2h e 21’.

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