PIECES OF A WOMAN. RECENSIONE

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Martha (Vanessa Kirby) e Sean (Shia LaBeouf), una giovane coppia di Boston in dolce attesa di una bambina, hanno scelto di far nascere la piccola tra le mura di casa. Durante il parto, però, non tutto va come previsto e la neonata perde la vita. Per Martha lo sconvolgente lutto è l’inizio di una lunga odissea interiore, mentre Sean e la dispotica madre della donna (Ellen Burstyn) si accaniscono contro l’ostetrica Eva (Molly Parker), nel frattempo finita sotto processo e divenuta oggetto di pubblica gogna.

Quali sono le conseguenze di una maternità spezzata nel momento più bello? È possibile rimettere insieme i “pezzi di una donna” dopo una perdita così devastante? È proprio vero che il tempo guarisce tutte le ferite? Traendo ispirazione dall’esperienza personale vissuta insieme all’ex moglie Kata Wéber, autrice della sceneggiatura, il regista ungherese Kornél Mundruczó risponde al meglio a questi delicati interrogativi e – come spesso accade quando si crea un’opera di spessore – ne innesca altri ugualmente profondi, stimolando lo spettatore attraverso una narrazione sobria, rigorosa eppure struggente, che ha il pregio di trasudare sempre realismo e sincerità (il modello di riferimento sembra essere il cinema di Cassavetes).
Mundruczó fa tesoro dell’ottimo lavoro di scrittura della Wéber, bracca con la cinepresa i suoi protagonisti e costruisce un film sfaccettato, che non si accontenta soltanto di scavare nell’impenetrabile Martha e nelle sue tribolazioni. Pieces of a Woman sa offrire anche una minuziosa descrizione dello sgretolamento della coppia segnata dal trauma, sviscera l’irrisolto rapporto tra Martha e la madre-matriarca Elizabeth, dipinge con pochi incisivi tocchi il ritratto pungente di una società sempre a caccia di capri espiatori ma incapace di volgere uno sguardo autentico al dolore di chi soffre in silenzio.
Tra i molti pregi del film, il corposo prologo che mette in scena il tragico parto – oltre venti tesissimi minuti girati in piano sequenza – è un frammento di cinema che si imprime nella memoria e nell’anima. Non meno vibranti, però, sono gli sguardi persi e i silenzi urlanti di una strepitosa Vanessa Kirby, vincitrice della Coppa Volpi a Venezia e frontrunner ai prossimi Oscar. L’attrice britannica, totalmente immersa nel ruolo, fa da traino a tutti gli interpreti, dal tormentato Shia LaBeouf all’eterna Ellen Burstyn, che a ottantotto anni suonati ci regala uno di quei monologhi in grado di incendiare lo schermo.

Voto: 4/5

Pieces of a Woman, Canada-Ungheria-USA, 2020. Regia: Kornél Mundruczó. Interpreti: Vanessa Kirby, Shia LaBeouf, Ellen Burstyn, Jimmie Fails, Molly Parker, Sarah Snook, Iliza Shlesinger, Benny Safdie. Durata: 2h e 7’.

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