PAST LIVES. RECENSIONE

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Na-young e Hang-seo sono due ragazzini uniti da un legame profondo che va oltre l’amicizia. Il loro rapporto speciale, però, viene bruscamente interrotto quando la famiglia di lei lascia la Corea del Sud per trasferirsi nel Nord America. Ventiquattro anni dopo si rivedono finalmente a New York, dove Nora (come si chiama ora Na-young) vive con suo marito Arthur.

C’è un bel pezzo di vita reale dietro e dentro il lungometraggio d’esordio della regista e sceneggiatrice Celine Song. Come la protagonista della pellicola, infatti, anche Song è una scrittrice (una drammaturga, per la precisione) di origini sudcoreane trapiantata in America, è sposata con uno scrittore statunitense col quale vive nella Grande Mela e ha incontrato un amico d’infanzia per cui aveva avuto una cotta da bambina. Non è un caso, dunque, se si avverte la netta sensazione che Past Lives sia impastato in lungo e in largo di emozioni, sensazioni, riflessioni sgorgate dall’animo di chi certe cose le ha vissute sulla propria pelle. Eppure, non è questo l’elemento che fa brillare uno dei film romantici più freschi e riusciti delle ultime stagioni.
Suddiviso in tre atti ambientati in altrettanti decenni, Past Lives ha dalla sua soprattutto una sceneggiatura accurata, delicata, profonda, della cui bontà ci accorgiamo già dal fulmineo e insolito incipit, che vede Nora, Hang-seo e Arthur seduti al bancone di un bar osservati da qualcuno che, fuori campo, fa congetture sulla natura del loro rapporto.
In ogni frangente del film, è evidente come all’autrice bastino sempre poche battute e una manciata di “pennellate” per raccontare sentimenti, stati d’animo e pezzi di vita dei protagonisti. E scena dopo scena emerge con chiarezza quanto siano ben scritti questi personaggi così ordinari e al tempo stesso così speciali, in cui è davvero difficile non compenetrarsi.
A tutto ciò, Song abbina una regia fatta di movimenti di macchina morbidi, di tocchi semplici ed efficaci, di inquadrature poetiche capaci di far parlare persino le pozzanghere o una finestra incorniciata da tende svolazzanti.
È un film dolce Past Lives, ma mai sdolcinato, in cui può riconoscersi tanto l’adolescente alle prese con il primo amore, quanto l’adulto cha a quel primo amore ripensa con nostalgia. Ed è un’opera che medita con intelligenza sui rimpianti, sulle occasioni perdute e sul saper accettare il proprio passato.
Ad impreziosirlo ci sono anche le belle prove attoriali della luminosa Greta Lee, di Teo Yoo e di John Magaro, tutti e tre intensi e misurati, in perfetta sintonia con il cinema garbato e introspettivo della giovane regista.

Voto: 3,5/5

Past Lives, USA, 2023. Regia: Celine Song. Interpreti: Greta Lee, Teo Yoo, John Magaro, Seung Ah Moon, Seung Min Yim. Durata: 1h e 46’.

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