NATASHA HOVEY, LA MUSA “ACQUA E SAPONE” DI CARLO VERDONE

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“È strepitosa / Donna bambina / Donna vedrai bambina se lo sai! / Meravigliosa / Stramaliziosa / Vieni e vedrai, che cosa sentirai!”.
Se siete cinefili e nostalgici degli anni ’80, basterà ascoltare pochi secondi della mitica Acqua e sapone degli Stadio, e vi appariranno nella mente due occhi da cerbiatta e una bocca di rosa incastonati in un viso angelico. Sì, quella che vedete è proprio Natasha Hovey, attrice classe 1967 nata a Beirut da un musicista statunitense e una grafologa olandese, che appena ragazzina si ritrovò protagonista di una pellicola poi divenuta di culto.
In Acqua e sapone (1983), quarto lungometraggio diretto da Carlo Verdone, Natasha diede vita al memorabile personaggio di Sandy, un’insofferente baby modella alla ricerca di innocenti evasioni. “Era al suo primo film, era timida e cercava sempre sicurezza per paura di non essere all’altezza”, ha ricordato il comico romano su Facebook qualche tempo fa, “Mi abbracciava spesso come a dirmi «Stammi vicino», e la diressi con tanta cura. Raccontammo quella storia nel migliore dei modi”. Come al solito, Verdone aveva visto giusto e l’adolescente Hovey diventò presto un nome richiesto da cinema e tv del Belpaese.
Qualche anno più tardi, il suo mentore la volle in un altro cult assoluto, Compagni di scuola (1988), nei panni di Cristina, una studentessa di liceo innamorata del suo Prof, che finisce tra le vittime dell’ormai celebre rimpatriata tra vecchi compagni di classe. Fu l’ultimo acuto della sua breve carriera, che si interruppe nel corso degli anni ’90 dopo qualche altra apparizione in film e fiction dimenticabili. Tutt’altro che dimenticabile, invece, è la sua presenza luminosa nelle due perle del cinema verdoniano, con cui si è assicurata l’affetto eterno dei fan del grande Carlo.
Una volta lasciato il cinema, la Hovey ha deciso di restare lontana dai riflettori e di trasferirsi a Parigi, intraprendendo l’attività di conduttrice radiofonica di un programma dedicato al volontariato. Un’uscita di scena di tutto rispetto, proprio come quella della sua Sandy, che ci fa ripensare a Natasha con la stessa malinconica tenerezza del bellissimo finale di Acqua e sapone.

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