MICHAEL KEATON: L’IMPREVEDIBILE VIRTÙ DI UN ATTORE REDIVIVO

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Nel 2014, con il capolavoro Birdman o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza), Alejandro González Iñárritu ci restituiva un attore caduto da molto tempo nell’oblio. Michael Keaton, al secolo Michael John Douglas (il nome d’arte è dovuto all’omonimia con la star di Wall Street e Basic Instinct) e volto celebre del cinema USA anni ’80-‘90, sfoderava un’interpretazione sensazionale nel film del regista messicano tanto da sfiorare l’Oscar, confermandosi poi l’anno successivo con un’altra notevole performance ne Il caso Spotlight di Tom McCarthy.
In questa stagione lo abbiamo ritrovato protagonista in The Founder  (uscito a gennaio nelle nostre sale), dove ha dato ancora una volta la sensazione di essere non solo un attore redivivo, ma addirittura migliorato. Nel solido e avvincente biopic diretto da John Lee Hancock, Keaton veste i panni di Ray Kroc, un rappresentante di frullatori dell’Illinois che negli anni ’50 diede vita all’impero mondiale della ristorazione fast food McDonald’s. Grazie a un gran lavoro di introspezione, Keaton dà volto al lato oscuro del sogno americano, trasmettendo attraverso sguardi, espressioni, movenze tutta la caparbietà di un uomo alla ricerca di riscatto dopo una vita di frustrazioni, che finisce per trasformare l’ossessione per il successo in un’avidità sfrenata e incontenibile.
Speriamo ora che Hollywood offra al sessantacinquenne Michael ancora delle chance importanti per mettere in mostra le sue capacità: l’ex Batman ha spiccato il volo e non ha più voglia di atterrare.

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