MAESTRO. RECENSIONE

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Nel 1943, il giovane compositore e direttore d’orchestra Leonard Bernstein si ritrova improvvisamente sul prestigioso palcoscenico della Carnegie Hall per condurre la New York Philarmonic: è l’inizio di un’ascesa che lo porterà a diventare uno dei musicisti più influenti del Ventesimo secolo. Qualche tempo dopo conosce e sposa l’attrice Felicia Cohn Montealegre, la donna che gli resterà accanto per gran parte della sua vita, incoraggiandone il talento e sostenendolo nei momenti più bui.

La musica, una grande love story tra due persone che si esprimono attraverso l’arte, la vita dietro i riflettori, i tormenti interiori dell’artista. Alcuni dei temi portanti del lungometraggio d’esordio di Bradley Cooper, A Star Is Born, tornano anche nella sua opera seconda, con un risultato finale tuttavia ben differente, e non soltanto perché stavolta l’attore-regista americano racconta una storia vera.
Maestro è un film più maturo e armonioso di quello precedente, ed è sì il biopic su un eccelso musicista e un uomo complesso, ma anche il ritratto vivido di una coppia e di un amore fuori dagli schemi, con il personaggio di Felicia che si rivela centrale tanto quanto quello di Bernstein.
Divisa in due parti ben distinte – la prima in un bianco e nero dal sapore classico, la seconda a colori – la nuova fatica registica di Cooper non è protesa ad afferrare la genialità di Leonard, quanto a descriverne la dirompente energia creativa e i momenti di smarrimento, l’incessante bisogno d’amore e la doppia vita sessuale, rendendo al tempo stesso omaggio alla donna che più di chiunque altra persona seppe comprenderne complessità e contraddizioni.
La sceneggiatura (scritta da Cooper insieme al premio Oscar Josh Singer) e la regia appaiono sempre equilibrate, anche nella parte conclusiva quando, con la malattia di Felicia, il melodramma avrebbe potuto prendere il sopravvento, ed è interessante notare come le musiche di Bernstein, ovviamente presenti nella maggior parte della colonna sonora, non invadano mai il film. Cooper si concede una sola scena madre, quella del concerto nella Cattedrale di Ely, che dà un significato profondo al rapporto di Bernstein con la musica ed esalta il legame indissolubile tra lui e la moglie.
E se la cura della scenografia e del make-up impreziosiscono la confezione, le prove attoriali dello stesso Cooper e di Carey Mulligan dispensano fascino alla pellicola. Il primo offre una performance mimetica, intensa, sentita, la seconda – bravissima nel dire tutto anche solo con un sorriso abbozzato o uno sguardo indagatore – dona un senso alla scelta dell’autore di fare di Felicia il cuore pulsante di quest’opera.

Voto: 3,5/5

Maestro, USA, 2023. Regia: Bradley Cooper. Interpreti: Bradley Cooper, Carey Mulligan, Maya Hawke, Matt Bomer, Sarah Silverman. Durata: 2h e 9’.

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