LONTANO LONTANO. RECENSIONE

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Il Professore e Giorgetto, due amici romani sulla settantina, fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. E siccome la busta della pensione si assottiglia sempre di più, iniziano ad accarezzare l’idea di trasferirsi in un paese dove la vita costi meno che in Italia. I propositi di “fuga” li portano sulla strada di Attilio, un esuberante coetaneo che tira a campare con lavoretti occasionali e sogna anche lui di evadere dalla routine quotidiana. Ma, per i tre, lasciare il quartiere e le care vecchie abitudini si rivelerà più difficile del previsto.

L’omonima canzone del grande Luigi Tenco – a cui è naturale pensare leggendo il titolo – non fa parte della colonna sonora del quarto lungometraggio di Gianni Di Gregorio, eppure questa commedia lieve e sincera sembra sprigionare la stessa delicatezza e il sapore dolceamaro di certi brani musicali d’altri tempi. Lontano lontano entra in punta di piedi (e con calibrate dosi d’ironia) nella quotidianità dei tre simpatici e attempati protagonisti, dando voce a tutti gli italiani in affanno nel crepuscolo della propria esistenza e tracciando, di conseguenza, un sapiente spaccato di una realtà invisibile del Belpaese.
Di Gregorio (che ha firmato lo script con Marco Pettenello) si conferma cantore della terza età grazie a un racconto che, dietro la sua semplicità, rivela la finezza di una sceneggiatura equilibrata e intelligente. Lo possiamo scorgere sia dalla sapidità dei dialoghi – per non dire del monologo recitato da uno scintillante Roberto Herlitzka – sia dal sottotesto, specialmente quando l’autore va a pungere uno Stato che nega supporto a Giorgetto per colpa di un burocrate arrogante, ma gli consente di acquistare come nulla fosse trecento euro di gratta e vinci al tabacchino.
Del tutto scevro di inutili retoriche e sterili pietismi, Lontano lontano culla lo spettatore col suo ritmo pacato e costante, regalando sempre sorrisi e riflessioni man mano che le vicende si dipanano tra strade e viuzze di una Roma inedita.
E ai tanti buoni motivi per vedere questo film, si aggiunge l’ultima bella prova del compianto Ennio Fantastichini, che con Di Gregorio e Giorgio Colangeli dimostra un affiatamento speciale. Quasi un trio di jazzisti della recitazione, con il calice di vino (rigorosamente bianco) al posto del sax.

Voto: 3,5/5

Lontano lontano, Italia, 2019. Regia: Gianni Di Gregorio. Interpreti: Gianni Di Gregorio, Ennio Fantastichini, Giorgio Colangeli, Daphne Scoccia, Galatea Ranzi, Roberto Herlitzka. Durata: 1h e 30’.

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