IL LATO FASCINOSO DEL MALE: KEYSER SÖZE

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Ci ha ingannati per un’ora e tre quarti, mescolando abilmente verità e menzogna, mostrandoci finti flashback, descrivendo persone con falsi nomi rubati dappertutto, persino dalla scritta su una tazza di caffè. E anche quando abbiamo sospettato che fosse lui il misterioso genio del male che manovrava tutto, ci siamo subito detti che no, non poteva essere lo storpio e piagnucolone Verbal Kint.
Poi, proprio all’ultimo minuto, ci ha lasciati tutti di stucco: non era né uno storpio, né uno stupido come pensava anche la polizia, ma Keyser Söze in persona, il principe di tutti i criminali. Grazie a quello straordinario attore che è Kevin Spacey, alla fine siamo rimasti pure affascinati dall’abilità e la diabolicità con cui ci ha fregato e, come niente, è sparito. La magia del cinema fa anche questo, riesce a farti conquistare da un tizio che ha addirittura sterminato la sua famiglia per dimostrare ai nemici di essere un duro.
Non c’è dubbio: se I soliti sospetti di Bryan Singer è stata una delle sorprese più entusiasmanti degli anni Novanta, molto merito va anche a questo magnifico, indimenticabile villain.

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Amarcord

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