LA DONNA CHE VENNE DA MULHOLLAND DRIVE

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All’alba del Terzo Millennio, il papà di Twin Peaks David Lynch si appresta a girare una pellicola destinata a diventare in breve tempo uno dei cult della sua filmografia. Lynch scrittura per la parte principale una giovane attrice britannica naturalizzata australiana, che ancora non ha raggiunto il successo. Mulholland Drive è un autentico incubo ad occhi aperti e la bionda Naomi Watts finisce nei radar dei cinefili con la sua convincente interpretazione nei panni di Betty, una donna dal doppio volto che sembra uscita da un film di Alfred Hitchcock.
Naomi non è un fuoco di paglia. La conferma del suo talento arriva nel 2003, grazie alla tormentata Cristina di 21 grammi del messicano Alejandro González Iñárritu, che le vale la nomination all’Oscar.
Compagna dell’attore Liev Schreiber e madre di due figli, lontana dagli scandali e gli eccessi da star hollywoodiana, Naomi è una di quelle attrici sempre all’altezza della situazione, che reciti in un dramma o un film brillante, in un blockbuster o un’opera indipendente. Tra i suoi personaggi più riusciti non perdetevi assolutamente la moglie adultera e pentita ne Il velo dipinto (2006) di John Curran, dove recita al fianco di Edward Norton, e la tenace ostetrica ne La promessa dell’assassino (2007) di David Cronenberg, in cui divide la scena con Viggo Mortensen.
Quest’anno l’abbiamo ritrovata nel trionfatore della notte degli Oscar 2015, Birdman, ancora diretta da Iñárritu: se questo film è stato un successo il merito è anche di Naomi, splendida quarantasettenne che, ne sono certo, darà ancora molto al cinema.

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