LA CORRISPONDENZA. RECENSIONE

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Amy Ryan (Olga Kurylenko) è una giovane studentessa universitaria che, nel tempo libero, fa la stuntwoman per la televisione e il cinema. Da sei anni ha una relazione con Ed Phoerum (Jeremy Irons), un professore di astrofisica della sua facoltà che ha molti anni più di lei e una famiglia. Un giorno, improvvisamente, Ed scompare. Amy non riesce a rintracciarlo in nessun modo ma, subito dopo la sparizione, cominciano ad arrivarle messaggi e videoregistrazioni dell’uomo.
Tre anni dopo il successo de La migliore offerta, Giuseppe Tornatore ritorna con un film nato da un suo soggetto e girato tra Italia, Scozia e Inghilterra, in cui racconta l’amore ai tempi di WhatsApp. Attraverso il suo inconfondibile stile registico fatto di immagini potenti e inquadrature magistrali (sottolineate, come al solito, dalle note del maestro Morricone), il grande Peppuccio riflette su amore e morte, parole non dette e sensi di colpa, il mistero dell’universo e le nuove tecnologie, supportato da un ottimo duo di protagonisti, con Irons capace di essere incisivo pur apparendo per quasi tutta la durata del film solo sul piccolo schermo di uno smartphone o di un PC.
È un vero peccato, però, dover constatare che, dopo un’ora piena in cui melodramma e mistero si fondono regalando una notevole tensione emotiva, la sceneggiatura comincia ad avvitarsi su se stessa e, tra un sms e un’email, un’apparizione via Skype e un dvd, La corrispondenza finisce per perdere un bel po’ del suo grande potenziale.
Nota finale per gli spettatori che si sono innamorati di Borgoventoso: il suggestivo luogo dove si incontravano i due amanti nella realtà è l’Isola di San Giulio sul Lago d’Orta (Novara).

Voto: 2,5/5

La corrispondenza, Italia, 2016. Regia: Giuseppe Tornatore. Interpreti: Jeremy Irons, Olga Kurylenko, Simon Anthony Johns, James Warren, Shauna Macdonald. Durata: 1h e 56′.

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