JAKE GYLLENHAAL, I 40 ANNI DI UN ANTIDIVO

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La prima volta che Jake Gyllenhaal ha rapito la nostra attenzione, aveva circa vent’anni ed era affiancato da un enorme, inquietante coniglio antropomorfo. Con la sua prova in Donnie Darko, quel ragazzone dagli occhi di ghiaccio e l’aria stralunata contribuiva a rendere un cult l’opera prima di Richard Kelly e, soprattutto, si candidava a volto emergente del nuovo cinema americano.
Due decenni dopo, Jake ha mantenuto tutte le promesse e, probabilmente, ha saputo spingersi anche oltre, se è vero che il suo nome figura sempre nelle liste degli attori più dotati, affidabili e versatili della sua generazione.
La settima arte, del resto, fa parte del suo DNA. Il padre Stephen Gyllenhaal, regista di origini svedesi, e la madre Naomi Foner, sceneggiatrice, hanno contribuito alla sua formazione nonché al precoce debutto sul grande schermo (aveva solo undici anni), destino condiviso con l’altrettanto talentuosa sorella Maggie.
Il suo cognome, in svedese, significa “salone d’oro” e sarebbe tutto sommato una bella metafora da accostare a un interprete ricco di risorse, che ha dato spesso vita a performance notevoli e sfaccettate. Basti pensare al sensibile cowboy de I segreti di Brokeback Mountain (di Ang Lee, 2005) oppure allo spietato cacciatore di scoop de Lo sciacallo – Nightcrawler (di Dan Gilroy, 2014) o, ancora, all’intensa prova offerta in Animali notturni (di Tom Ford, 2016), dove si è addirittura “sdoppiato” incarnando due personaggi.
Nel corso degli anni ha spaziato tra cinema mainstream e film indipendenti, diventando prima scelta di grandi autori internazionali come David Fincher (Zodiac), Denis Villeneuve (Enemy, Prisoners), Sam Mendes (Jarhead), Bong Joon-ho (Okja) e Jacques Audiard (I fratelli Sisters).
A renderlo ancora più amabile agli occhi dei cinefili, ci sono poi i suoi modi da antidivo – dote sempre più rara nel mondo del cinema – e il suo costante impegno per il sociale e per l’ambiente.
Il prossimo film in cui lo ritroveremo protagonista sarà il thriller The Guilty di Antoine Fuqua, ma a destare particolare interesse è il suo coinvolgimento in Francis And The Godfather, pellicola che racconterà la genesi del capolavoro Il padrino. Jake vestirà i panni del presidente della Paramount Robert Evans e a dirigerlo ci sarà il premio Oscar Barry Levinson.

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