IL LATO POSITIVO: 5 MOTIVI PER RIVEDERE IL FILM DI DAVID O. RUSSELL

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Col trascorrere degli anni, è sempre più raro imbattersi in una commedia romantica che sappia prendere per mano lo spettatore imboccando strade imprevedibili, stravaganti e magari molto poco politicamente corrette.  Sarà per questo che, fin dall’uscita nelle sale, Il lato positivo (2012) di David O. Russell ha lasciato in tanti la netta sensazione di trovarsi di fronte a un classico istantaneo del genere, una di quelle pellicole con la dote di sorprendere, emozionare e infondere positività anche nei momenti di sconforto.
Ecco i 5 motivi principali per cui non ci stancheremo mai di rivederlo o, nel caso non lo abbiate ancora visto, per dargli finalmente una chance.

1. Bello come una favola, vero come la vita
La storia di Pat, un uomo che cerca di ricostruire la propria esistenza dopo essere uscito da un istituto per malattie mentali, ha origine dal romanzo The Silver Linings Playbook di Matthew Quick, ma in fase di adattamento devono aver pesato non poco certe questioni di cuore del regista (Russell ha un figlio affetto da disturbo bipolare proprio come Pat). Il cineasta newyorkese ha saputo trarne una sceneggiatura ispirata e sincera, ricca di personaggi complessi e svolte inattese, botta e risposta effervescenti e monologhi profondi. E grazie a una regia intelligente ed efficace, Il lato positivo si è poi trasformato in racconto filmico spiazzante, bello come una favola, vero e folle come solo la vita può essere.

2. Nella mente incasinata di Pat
Se il pubblico riesce a entrare nella mente incasinata di Pat, gran merito va anche a Bradley Cooper, autore di un’interpretazione di grandissimo spessore. L’attore di Philadelphia profonde una tale intensità al suo personaggio da trascinarci nelle sue vicissitudini e convincerci, davvero, che la negatività può essere il miglior carburante per trovare il lato positivo. Alla faccia di Hemingway e del finale di Addio alle armi!

3. Tiffany, un’anima spezzata in via di guarigione
L’ancora di salvezza di Pat è Tiffany Maxwell, un’anima – come lui stesso la descrive – con un’ala spezzata in via di guarigione. E la sua miglior medicina sarà proprio Pat, che la affiancherà in un appassionante percorso di ballo dai risvolti catartici. La bellezza di Tiffany risiede soprattutto nel saper imparare dalle proprie debolezze, un’autentica lectio vitae per Pat e per noi spettatori. Volubile e impetuosa, è interpretata da un’irresistibile Jennifer Lawrence, vincitrice a soli ventidue anni dell’Oscar come miglior attrice.

4. Gruppo di famiglia (disfunzionale) in un interno
Il lato positivo non è solo una rom-com a tinte drammatiche, ma anche il vivido ritratto di una famiglia disfunzionale e di un problematico rapporto padre-figlio. Nei panni di Pat Senior, fanatico del football e scommettitore con atteggiamenti maniaco compulsivi, c’è un Robert De Niro in grande spolvero, che testimonia la bontà di un cast in cui si distinguono anche Jackie Weaver (mamma Dolores) e Chris Tucker (l’amico picchiatello Danny).

5. L’importanza della colonna sonora
Ad ogni nuova visione, si comprende sempre più l’importanza della colonna sonora, caratterizzata dalle musiche originali di Danny Elfman e da una selezioni di brani che rappresentano gli stati d’animo dei protagonisti. Emozionanti le scene sulle note di What Is And What Should Never Be dei Led Zeppelin e Girl From The North Country interpretata da Bob Dylan e Johnny Cash, ma a restare nella memoria è soprattutto la gara di ballo, dove Pat e Tiffany danzano al ritmo di Don’T You Worry ‘Bout A Thing di Stevie Wonder, Fell In Love With A Girl dei White Stripes e Maria del Dave Brubeck Quartet. Una successione di brani a dir poco eccentrica, metafora di due vite fuori dagli schemi che si ritrovano a battere in un unico cuore.

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