HOUSE OF GUCCI. RECENSIONE

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Negli anni ’70, la giovane Patrizia Reggiani lavora come impiegata nella piccola ditta di autotrasporti del padre, quando conosce a una festa Maurizio Gucci e la sua vita cambia per sempre. Una volta convolata a nozze con l’erede della celebre casa di moda, la donna comincia a indirizzare le scelte lavorative del marito con la sua sfrenata ambizione, anche a costo di incrinare e compromettere i rapporti con gli altri membri della famiglia Gucci.

Preceduto da una scia di polemiche e di morbosa curiosità fin dalla sua fase di lavorazione, House of Gucci dell’infaticabile 84enne Ridley Scott non è un biopic convenzionale o la radiografia di un pezzo di storia dell’illustre maison italiana, né un noir sul famigerato omicidio di Maurizio Gucci, ma piuttosto una parabola sull’avidità e sul potere in cui la saga familiare incontra il melodramma e la tragedia shakespeariana.
L’ultimo lungometraggio del regista di Blade Runner poggia le basi su una sceneggiatura lineare, a tratti scolastica, firmata dal duo Becky Johnston – Roberto Bentivegna e ispirata al libro di Sara Gay Forben House of Gucci. Una storia vera di moda, avidità, crimine, cui Scott abbina una regia di mestiere e una confezione curata, con un tripudio di sfavillanti costumi, acconciature cotonate e brani musicali d’epoca a fungere da sgargiante contorno.
Non indimenticabile ma tutt’altro che trascurabile, scorrevole nonostante i centocinquantotto minuti di durata, House of Gucci non scava a fondo in ciò che viene narrato eppure si lascia vedere volentieri, specialmente se lo si accetta come film di intrattenimento.
In questo racconto romanzato di amore e lusso, ascesa e decadenza, manipolazioni e intrighi, tradimenti e sangue, Scott si affida totalmente al cast all star giocando sulla contrapposizione netta di personaggi agli antipodi e diversi stili interpretativi. Alla recitazione sopra le righe di Al Pacino e Jared Leto fa da contraltare quella misurata di Adam Driver e Jeremy Irons, mentre un’energica Lady Gaga si prende continuamente la scena nei panni di moderna Lady Macbeth. Efficace soprattutto quando dà voce e corpo al mix di ossessione, disperazione e macabro cinismo che attanaglia la Reggiani nella sua discesa agli inferi, l’attrice-cantante italoamericana conferma quanto la prova offerta in A Star is Born fosse molto più di una bella e fortunata parentesi.

Voto: 3/5

House of Gucci, USA, 2021. Regia: Ridley Scott. Interpreti: Lady Gaga, Adam Driver, Al Pacino, Jared Leto, Jeremy Irons, Salma Hayek, Jack Huston, Camille Cottin. Durata: 2h e 38’.

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