HAMMAMET. RECENSIONE

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1999. Dalla città tunisina di Hammamet, dove è rifugiato per sfuggire ai processi di Tangentopoli, l’ex Presidente del Consiglio Bettino Craxi (Pierfrancesco Favino), pur segnato dalla malattia, continua a difendersi dalle accuse mossegli dall’Italia. Accudito da una figlia combattiva (Livia Rossi) e circondato unicamente dai propri cari, Craxi si lascia avvicinare da un giovane misterioso, Fausto (Luca Filippi), che si introduce nel suo mondo con l’intento di scardinarlo dall’interno.

Nell’incipit del nuovo film di Gianni Amelio (scritto dal regista con Alberto Taraglio), un cinquantenne Bettino Craxi nel pieno del suo vigore politico viene acclamato dai suoi sostenitori al Congresso del Partito Socialista Italiano. Nulla sembra poter scalfire la sicurezza del “Presidente”, nemmeno gli oscuri presagi del vecchio amico e sodale Vincenzo. Poi lo scenario si ribalta e ritroviamo il leader socialista nell’ultimo segmento della sua esistenza, minato nel fisico e nello spirito, inquieto nella sua prigione dorata. Una contrapposizione di immagini netta, che lascia intuire i propositi narrativi del cineasta calabrese. Amelio spinge ai margini i riferimenti storico-politici e, mescolando realtà e immaginazione, racconta il sovrano detronizzato (il cui nome non viene mai pronunciato) attraverso la sfera privata, nei giorni il cui la rabbia si scioglie lentamente nella rassegnazione, l’arroganza nello sconforto, il ricordo del passato nell’amarezza.
Ma la scelta del ritratto intimo per afferrare l’uomo dietro il personaggio sembra costantemente accompagnata da un approccio timido e Hammamet acquista presto il passo claudicante del suo protagonista, anche per via di certe debolezze di sceneggiatura che si palesano un po’ alla volta. Così l’enigmatico Fausto, da possibile figura chiave, si rivela l’elemento più inconsistente della storia, mentre la descrizione dei rapporti familiari e di quello con l’amante (Claudia Gerini) appaiono soltanto abbozzati. Dopo aver rinunciato in partenza ad addentrarsi nel Craxi pubblico e in una pagina scottante del Novecento italiano (con tutte le sue conseguenze), Amelio – fin troppo preoccupato di mantenere la giusta distanza – finisce dunque per non scavare nemmeno nel Craxi privato. E qualche guizzo registico di indubbio fascino,  come la parentesi onirica verso il finale, non può certo rinvigorire un film sempre indeciso su quale direzione prendere.
Chi non manca il bersaglio è invece Pierfrancesco Favino, che al lavoro sopraffino sulla voce e sul linguaggio del corpo, coniuga una profonda intensità espressiva nonostante il massiccio make-up prostetico. Un’interpretazione davvero ineccepibile che da sola, però, non può assolutamente bastare.

Voto: 2,5/5

Hammamet, Italia, 2000. Regia: Gianni Amelio. Interpreti: Pierfrancesco Favino, Livia Rossi, Luca Filippi, Silvia Cohen, Alberto Paradossi, Omero Antonutti, Giuseppe Cederna, Renato Carpentieri, Claudia Gerini. Durata: 2h e 6’.

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