GUGLIELMO IL DENTONE, UN UOMO SENZA COMPLESSI

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Guglielmo “il dentone”, una delle maschere più famose del grande Alberto Sordi, nacque da un episodio alquanto curioso, ma che la dice lunga sul genio comico dell’indimenticato attore romano. Una cameriera al suo servizio, Pierina, un giorno si ritirò a casa con dei denti di celluloide che aveva trovato su una bancarella al mercato. Albertone trovò l’oggetto molto divertente e lo infilò nel taschino della giacca. Qualche tempo dopo, mentre ascoltava una signorina in tv che annunciava un concorso per lettori del cinegiornale, ecco accendersi l’idea: cosa sarebbe successo se si fosse presentato un lettore straordinariamente bravo, ma con dei denti enormi?
Gugliemo il dentone (regia di Luigi Filippo D’Amico) diventò così il terzo ed ultimo segmento del film a episodi I complessi (1965). A differenza dei protagonisti delle altre storie, però, quello di Guglielmo è un personaggio tutt’altro che complessato (piuttosto i complessi li crea agli altri). In possesso di una cultura generale incredibile, incapace di provare pressioni, dotato di una parlantina eccezionale, “il dentone” è talmente pieno di sé da non rendersi conto del suo difetto fisico. Un tipo così nella vita reale ci irriterebbe non poco, e invece ad ogni visione Sordi ci diverte e ci fa parteggiare per lui. Che fenomeno Albertone!

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