ETTORE SCOLA, MAESTRO DI CINEMA, MAESTRO DI VITA

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“Sai cos’è che mi peserà di più? La tua mancanza”. Così diceva un malinconico Marcello Mastroianni al telefono nell’incipit di Una giornata particolare (1977), uno dei film indimenticabili del grande Ettore Scola. Ed è questo il pensiero che ha attraversato la mente di ogni cinefilo italiano ieri sera, alla notizia della scomparsa del Maestro. Perché se è vero che continueremo comunque a godere della sua opera, il fatto che non sia più fisicamente tra noi ci fa sentire più poveri, e fa sentire più povero ovviamente il nostro cinema, anche se da oltre dieci anni non faceva più film (se si eccettua l’omaggio a Fellini del 2013, Che strano chiamarsi Federico) perché aveva “scoperto che Dostoevskij ha scritto tantissimo”, come rivelò ironicamente a un giornalista.
I suoi film ci hanno fatto ridere, piangere, riflettere, ci hanno raccontato pagine di Storia d’Italia e  – come succede solo con le opere dei grandi del cinema – ci hanno dato insegnamenti di vita. Tanti i premi nel corso della carriera (tra cui spicca quello per la miglior regia a Cannes per l’irresistibile dramma grottesco Brutti, sporchi e cattivi), tantissimi i suoi film da ricordare che è impossibile fare una classifica. Ma sicuramente ognuno di noi ne ha uno del cuore. Il mio è C’eravamo tanto amati  (1974), straordinario ed emozionante affresco di trent’anni di vita italiana che racconta di amicizia, politica, ideali, amore, tradimento, disillusione, rimpianto, fallimento attraverso le vicende di quattro splendidi protagonisti (Gassman, Manfredi, Satta Flores e la Sandrelli).
Tra le molte immagini che girano in queste ore sul web mi ha colpito una in particolare, quella che ritrae Scola in atteggiamento complice con due dei suoi attori feticcio, Marcello Mastroianni e Massimo Troisi, sul set di Che ora è? (1989), un film da riscoprire che parla con grande sensibilità e un tocco di poesia del delicato rapporto padre-figlio. Guardandola provo un senso di tenerezza e penso che ora, lassù, i tre amici sono di nuovo insieme.

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