ENNIO. RECENSIONE

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Quando Ennio giunge ai titoli di coda e si accendono le luci in sala, ti rendi conto che i suoi centocinquanta minuti di durata sono letteralmente volati via. C’è qualcosa di miracoloso e ipnotico in quel flusso armonioso di parole, voci, volti, note musicali e frammenti di pellicole con cui Giuseppe Tornatore racconta il suo amico e fedele collaboratore Ennio Morricone.
La struttura del documentario diretto dal regista di Nuovo Cinema Paradiso è eccezionale nella sua apparente semplicità. Una lunga e confidenziale intervista al Maestro si snoda in maniera lineare e limpida, mentre ciascun elemento che la contorna – immagini di repertorio, musiche, spezzoni di film, testimonianze di registi, cantanti e musicisti – entra in scena come uno strumento in un concerto. Tornatore dirige un’autentica orchestra di ricordi e di pezzi di storia del cinema, compiendo una doppia impresa: l’autore siciliano condensa una carriera lunghissima, intensa e straordinaria in due ore e mezza di film, e restituisce un ritratto intimo di Morricone evitando percorsi scontati e comodi (non sono presenti, per esempio, interventi della moglie Maria, né dei loro quattro figli).
Ennio narra la passione e l’umiltà, l’integrità e i tormenti del “Mozart delle colonne sonore”, ma soprattutto riesce a mostrare la fonte da cui sgorgava il genio di un uomo che pensava musica in ogni istante della propria esistenza. E, per afferrarne fino in fondo l’anima, svela particolari di vita poco conosciuti eppure fondamentali, come l’incredibile stagione da arrangiatore di canzoni pop vissuta negli anni ’60 , la passione profonda per gli scacchi o la sofferenza provocatagli dallo snobismo del mondo accademico, che guardava con ingeneroso distacco alle sue composizioni per il cinema.
Ogni singolo minuto di questo documentario merita di essere assaporato con somma attenzione. Gli aneddoti e le chicche si susseguono gustosi e inarrestabili, i momenti commoventi abbondano e si imprimono nella memoria. Morricone apre il suo cuore al pubblico con grazia e pudore, diverte con gli improvvisi lampi d’ironia garbata, trasmette sensazioni ed emozioni persino con i silenzi.
E a suggellare un’opera certosina, ispirata e preziosissima, arriva un finale in cui – contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare – Tornatore non fa il minimo accenno alla morte del Maestro. La conclusione più giusta e intelligente, che rifugge possibili malinconie celebrando l’immortalità di Ennio e della sua musica rivoluzionaria.

Voto: 4,5/5

Ennio, Italia, 2021. Regia: Giuseppe Tornatore. Interpreti: Ennio Morricone, Quentin Tarantino, Clint Eastwood, Carlo Verdone, Oliver Stone, Hans Zimmer, Roland Joffé, Barry Levinson, Dario Argento, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Tornatore, Quincy Jones, Bruce Springsteen, Vittorio Taviani, Paolo Taviani, Nicola Piovani, Lina Wertmüller, Giuliano Montaldo, Marco Bellocchio, Caterina Caselli. Durata: 2h e 32’.

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