EASTWOOD-VOLONTÈ, DUELLO TRA GIGANTI

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I duelli tra giganti del grande schermo gremiscono da sempre le sale e fanno sognare gli spettatori come poche altre cose. Produttori e registi che hanno puntato sull’incontro-scontro di grandi stelle hanno spesso scritto pagine memorabili della storia del cinema. Come quando, per esempio, Michael Mann mise insieme nel 1995 Robert De Niro e Al Pacino, entrambi all’apice della forma e della gloria, generando il capolavoro Heat – La sfida.
A volte, invece, certi duelli sono nati quando i due interpreti giganti ancora non lo erano, cosa che con il senno di poi rende questi incontri ancora più affascinanti. Il caso forse più significativo è quello di Per un pugno di dollari (1964), il western che vide uno di fronte all’altro due icone della recitazione come Clint Eastwood e Gian Maria Volontè. In quel momento entrambi erano dei perfetti sconosciuti e non avrebbero mai immaginato che, di lì a poco, sarebbero entrati nel mito. Si racconta persino che Sergio Leone fosse tutt’altro che convinto del giovane Clint (la sua prima scelta era Henry Fonda). “Ha un viso d’angelo, è inespressivo, anzi ha due espressioni: una col cappello e una senza”. Ma l’attore americano, munito di poncho, sigaro e sguardo glaciale, fece ricredere presto il Maestro.
Volontè invece accettò il ruolo senza entusiasmo, per poter pagare i debiti di una pièce teatrale da lui prodotta e interpretata. Poi successe che cominciò a calarsi nel personaggio con la stessa dedizione e maniacalità che lo avrebbero reso unico nel corso della sua carriera. “Alla fine entrai così nella parte, che costrinsi Clint Eastwood a spararmi altre tre pallottole prima di cadere a terra. Mi sentivo troppo cattivo per morire!”, dichiarò successivamente Gian Maria.
L’incontro tra quei due stili recitativi così diversi, completamente opposti, produsse un duello straordinario, tanto che Leone li rimise assieme appena un anno dopo nel seguito ideale Per qualche dollaro in più.
Joe contro Ramón, Il Monco contro El Indio, la pistola contro il fucile, il buono contro il cattivo, una leggenda contro un’altra leggenda. Un duello che, dopo oltre mezzo secolo, ci emoziona e ci entusiasma ancora.

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Amarcord

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