DALLE STELLE ALLE STALLE: I WACHOWSKI PROVANO A RISOLLEVARSI

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Alle soglie del 21° secolo esplode il fenomeno Matrix e i fratelli Wachowski si candidano ad essere i profeti del cinema del Terzo Millennio. Quel mix di fantascienza e filosofia, arti marziali ed estetica da videogame ipnotizza le platee di tutto il mondo. I fan richiedono a gran voce il sequel, che non tarda ad arrivare, per di più diviso in due capitoli.
Matrix Reloaded e Matrix Revolutions (2003), però, non sono all’altezza del predecessore. Il ritmo non è più lo stesso, la trama troppo farraginosa. Arriva anche la nomination ai Razzie, categoria “peggior regista”.
Cinque anni dopo esce Speed Racer, ma il risultato al botteghino è terribile: costato 200 milioni, ne incassa soltanto 93, tanto da diventare uno dei film con maggiori perdite nella storia del cinema. Senza contare l’arrivo di una nuova candidatura ai Razzie.
Non va molto meglio con Cloud Atlas (2012), nonostante la presenza di un attore amatissimo dal pubblico come Tom Hanks: ancora flop. Il periodo glorioso delle pillole rosse e delle pillole blu è ormai un ricordo. L’unica cosa per cui i Wachowski riescono a far parlare i media è il cambio di sesso di Larry, che diventa Lana. Ma il loro talento è smarrito o è stato sopravvalutato?
Il 2015 ci dirà se Andy e Lana risorgeranno o affonderanno definitivamente: è in uscita Jupiter – Il destino dell’universo (nelle sale dal prossimo 5 febbraio), con protagonisti il granitico Channing Tatum e la conturbante Mila Kunis. Ritorno alla fantascienza per i Wachowski che ritrovano John Gaeta, supervisore agli effetti visivi diventato celebre con il bullet time di Matrix. Basterà per risollevarsi?

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