DALLA COMMEDIA SEXY ALLA BI-ZONA: GLI 80 ANNI DI LINO BANFI

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Sfogliando un qualsiasi dizionario di critica, si può notare con facilità che i film di Lino Banfi hanno una media voto tremendamente bassa. Sceneggiature raffazzonate, scelte registiche approssimative e tanta improvvisazione. Eppure grazie alle trovate comiche del simpaticissimo Lino – al secolo Pasquale Zagaria – molte di quelle pellicole sono diventate nel tempo oggetto di culto.
Nato il 9 luglio di 80 anni fa ad Andria, Banfi è un’autentica icona della comicità made in Puglia, ma anche l’incarnazione di chi è saputo sfuggire alla miseria inseguendo tenacemente il sogno di sfondare nel mondo dello spettacolo. Il successo è arrivato solo dopo tantissima gavetta: negli anni Settanta Lino esplode nel cinema, diventando uno dei simboli della “commedia sexy” nostrana. Come dimenticare le sue occhiatine “arrapete” (e le palpatine) alle splendide Edwige Fenech, Gloria Guida, Nadia Cassini, Lilli Carati, ma anche le incazzature incontenibili e gli schiaffoni feroci alla sua vittima prediletta Alvaro Vitali.
È negli anni Ottanta, però, che Lino lascia davvero il segno, prima di darsi quasi del tutto (e con successo) alla televisione. In quel periodo gira cult come Vieni avanti cretino (1982) – che risate ogni volta riascoltare la canzone anglo-iberico-pugliese Filomeña o riguardare la delirante sequenza con  il Dottor Tomas che “non è in sede” – Al bar dello sport (1983), Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio (1985), ma soprattutto L’allenatore nel pallone (1984), dove immerso nell’affascinante e dorata Serie A degli anni Ottanta, Banfi riesce a dar sfogo a tutta la sua creatività nei panni del mister Oronzo Canà. La Bi-zona e il 5-5-5, i riti scaramantici e la ninna nanna ad Aristoteles, i siparietti con Gigi e Andrea e le battute folgoranti sono una “droga” che, anno dopo anno, i cinefili non riescono a smettere di consumare. Per chi ama il cinema, è indubbio, Lino sarà sempre la mitica, indimenticabile “Iena del Tavoliere”.

 

 

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