CIAO PAOLO: IL GENIO COMICO DI VILLAGGIO IN 5 SCENE CULT

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“Con Fantozzi ho cercato di raccontare l’avventura di chi vive in quella sezione della vita attraverso la quale tutti (tranne i figli dei potentissimi) passano o sono passati: il momento in cui si è sotto padrone. Molti ne vengono fuori con onore, molti ci sono passati a vent’anni, altri a trenta, molti ci rimangono per sempre e sono la maggior parte. Fantozzi è uno di questi”. Non potrebbero esistere parole migliori di quelle di Paolo Villaggio – scomparso oggi all’età di 84 anni – per descrivere la sua creatura, l’impiegatuccio per eccellenza, il Ragioniere con cui si è guadagnato l’immortalità cinematografica. Quell’uomo paffuto, goffo, maldestro, sfortunato, vessato, represso, rappresenta tutti noi, ma non ce ne siamo mai accorti. O, meglio, non ce ne siamo voluti accorgere, perché quelle risate non diventassero troppo amare. È questo l’ingrediente semplice e grandioso che sta alla base del suo successo. Un successo così incredibile, da far trascurare ai più che Paolo è stato anche molto altro, come essere eccellente protagonista per registi del calibro di Federico Fellini, Mario Monicelli, Ermanno Olmi, Lina Wertmüller, tirando fuori tutto il suo raffinato talento drammatico.
Ma, in fondo, va bene così, visto che non dispiaceva in primis a lui, anzi. Perciò Ugo Fantozzi, con le sue peripezie, le sue battute, le sue sconfitte, ce lo terremo stretto stretto al cuore, per continuare a ridere di noi (ma senza accorgercene!) e della nostra Italietta. E, soprattutto, per non dimenticare mai il grande Paolo, come invece ha fatto, ignominiosamente, il cinema italiano da diversi anni a questa parte.

1. La sveglia

2. La cena a casa della Contessa

3. La corazzata Potëmkin

4. Inghilterra-Italia

5. La partita a tennis

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