BOHEMIAN RHAPSODY. RECENSIONE

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Ci sono pochi generi insidiosi come il biopic musicale, specialmente quando sul grande schermo c’è da raccontare vita ed imprese di artisti che hanno fatto la storia. Se poi il film ha una gestazione lunghissima e tribolata, nonché una lavorazione a dir poco sofferta come accaduto a Bohemian Rhapsody – il regista Bryan Singer è stato licenziato per le assenze ingiustificate dal set e sostituito da Dexter Fletcher, che ha completato le riprese e seguito la post-produzione –, allora la strada si fa davvero scivolosa e il fallimento è sempre lì dietro l’angolo a fare capolino. Ecco perché questo nostalgico viaggio nel mondo di Freddie Mercury e nella storia dei Queen, dalla formazione della band nel 1970 fino alla leggendaria esibizione al Live Aid del 1985, ha comunque il sapore dell’impresa se è vero che i pregi del film riescono a farti chiudere un occhio sui difetti che lo caratterizzano.
È chiarissimo, la regia di Singer è molto convenzionale, senza colpi di genio, eppure Bohemian Rhapsody lo bevi tutto d’un fiato, nonostante le due ore e un quarto di durata. Come è evidente che certi dialoghi sono prevedibili o troppo costruiti, eppure ogni scena sprigiona lo stesso energia e profuma assolutamente di “queenico”. Ed è altrettanto palese, certo, che Brian May, Roger Taylor e John Deacon (come del resto tutti i personaggi di contorno) sono poco più che figurine bidimensionali, ma in compenso c’è il Freddie Mercury di Rami Malek a calamitare l’attenzione in qualsiasi momento con il suo sguardo magnetico e febbrile.
Già, Rami Malek. L’attore statunitense divora lo schermo e tutto ciò che è in scena con un’interpretazione mimetica, intensa, che non scade mai nella banale imitazione, restituendo talento e sensibilità, egocentrismo e fragilità della rockstar britannica. È lui la carta vincente di un film che prova a scavare nell’uomo Mercury, ma soprattutto riesce a raccontare una grande love story (testimoniata anche dagli ultimi, rockeggianti venti minuti nel tempio di Wembley), quella tra l’introverso ragazzo di origini parsi che sul palco si trasformava in un re e un pubblico che non ha mai smesso di amarlo.

Voto: 3/5

Bohemian Rhapsody, Gran Bretagna-USA, 2018. Regia: Bryan Singer, Dexter Fletcher (non accreditato). Interpreti: Rami Malek, Lucy Boynton, Gwilym Lee, Ben Hardy, Joseph Mazzello, Aidan Gillen. Durata: 2h e 14’.

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