BLACK MASS. RECENSIONE

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Da una storia vera. Boston, anni Settanta. L’agente dell’FBI John Connolly (Joel Edgerton) convince il gangster irlandese James “Whitey” Bulger (Johnny Depp), suo amico d’infanzia, a collaborare con i federali per sconfiggere la mafia italiana. Grazie a questa alleanza che gli permette di sfuggire al controllo della legge, Bulger compie crimini e porta avanti attività illegali diventando in breve tempo il padrone dell’intera città.
Dopo l’intenso dramma Il fuoco della vendetta, Scott Cooper ha affrontato l’arduo compito di cimentarsi con un genere ricco di capolavori assoluti e amatissimo dal pubblico. Se è vero che Black Mass, com’era prevedibile, non aggiunge niente di nuovo sul fronte gangster movie, è da riconoscere che Cooper ha saputo costruire un film dignitoso rispettando le regole del genere, ma senza cadere nella trappola delle strizzatine d’occhio ai classici. Attraverso una regia essenziale e lo stile rigoroso, Cooper ha fatto del rapporto tra Bulger e Connolly il centro della storia. Il codice d’onore della strada, che non contempla per nessuna ragione il tradimento e la mancanza di rispetto, unisce gli opposti, l’uomo di legge e il criminale, creando scenari inquietanti. E questo connubio sullo schermo funziona anche grazie ai due ispirati interpreti.
Johnny Depp, “mascherato” come spesso gli è successo nel corso della carriera, rinuncia a ogni forma di gigionismo restituendo, così, tutta la glacialità e l’efferatezza di Bulger. Ma non è meno bravo Joel Edgerton, che riesce a trasmettere al meglio l’ambiguità del suo agente tronfio e continuamente a caccia di gloria.

Voto: 3/5

Black Mass – L’ultimo gangster (Black Mass), USA, 2015. Regia: Scott Cooper. Interpreti: Johnny Depp, Joel Edgerton, Benedict Cumberbatch, Dakota Johnson, Kevin Bacon, Peter Sarsgaard. Durata: 2h e 2’.

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