BIRDMAN. RECENSIONE

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Riggan Thomson (Michael Keaton) è una star di Hollywood in declino, che un tempo conquistò la fama nei panni di un supereroe alato e mascherato. Decide così di rimettersi in gioco e dimostrare il suo talento attoriale mettendo in scena a teatro un racconto di Raymond Carver. Ma non sarà affatto semplice, perché i demoni del suo passato lo tormentano e la compagnia che lo circonda è tutt’altro che equilibrata.
Nel 2000 Alejandro González Iñárritu portò una ventata d’aria fresca nel mondo del cinema con il suo primo film, Amores Perros. Quindici anni dopo, nell’epoca asfittica dei remake e dei sequel, la storia si ripete grazie al suo quinto lungometraggio, che ha alla base l’imprevedibile virtù di una incredibile sceneggiatura scritta a otto mani. Una serie di elettrizzanti piani sequenza avvolge sin dalle prime battute lo spettatore trascinandolo in un via vai dal camerino al palcoscenico, e facendolo entrare e uscire continuamente dalla testa di Riggan, che ha il volto e le rughe di uno straordinario Michael Keaton. Già, proprio lui che nella realtà è stato Batman e si trovava in una fase calante della sua carriera, sembra interpretare un po’ se stesso. Il suo Riggan, incapace di distinguere la popolarità dal prestigio, ha un ego spropositato che ha perso contatto con la realtà e mette a repentaglio gli affetti e i rapporti umani.
Intorno a Keaton si muove un cast in stato di grazia, da Emma Stone a Naomi Watts, da Zack Galifianakis fino a un irresistibile Edward Norton che, nei panni di un insolente attore teatrale, entusiasma e diverte. E tra i protagonisti, in fondo, c’è anche New York, che sembra farsi complice dei deliri di Riggan con le luci abbaglianti, la verticalità degli edifici, le strade affollate e chiassose.
Con Birdman Iñárritu si prende gioco ferocemente di Hollywood e dello star system, e lo fa al ritmo travolgente della batteria jazz di Antonio Sánchez, la cui musica rapisce il cuore sin dagli scomposti titoli di testa.
Chissà come questo gioiello del regista messicano verrà trattato alla notte degli Oscar, dove si presenterà con 9 meritatissime nomination. L’unica certezza è che a noi resta un film che non ci stancheremo mai di rivedere.

Voto: 5/5

Birdman o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza) [Birdman or (The unexpected virtue of ignorance)], USA, 2014. Regia: Alejandro González Iñárritu. Interpreti: Michael Keaton, Edward Norton, Naomi Watts, Zach Galifianakis, Andrea Riseborough, Amy Ryan. Durata: 1h e 59’.

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