ADOLFO CELI: PROFESSIONE CATTIVO

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Se c’è uno nel quintetto degli Amici miei monicelliani che merita la palma del cinico, quello è sicuramente il professor Sassaroli, il chirurgo donnaiolo capace di rimandare un intervento di vitale importanza pur di non perdersi una “zingarata”. Non a caso, è suo lo scherzo più spietato dell’intera trilogia: nel memorabile incipit al cimitero di Amici miei – Atto II, si finge l’amante di una giovane sposa defunta, mandando su tutte le furie il povero vedovo seduto ai piedi della tomba.
Del resto Adolfo Celi, attore siciliano dal naso aquilino, il corpo robusto e la voce profonda, era particolarmente abile alle prese con personaggi negativi. Basterebbe dire che è suo uno dei cattivi più iconici della saga di James Bond, quell’Emilio Largo con la benda sull’occhio di Agente 007 – Thunderball: Operazione tuono (1965) che gli diede la notorietà a livello internazionale.
Sarebbe, però, ingiusto e fuorviante ricordare Celi soltanto per questo. Non molti sapranno, per esempio, che Adolfo fu uno dei più rappresentativi registi teatrali e cinematografici del Brasile, dove visse per circa quindici anni con la sua prima moglie, l’attrice brasiliana Tonia Carrero, fondando il primo teatro stabile professionale a San Paolo e dirigendo film d’avanguardia.
Il momento clou della sua carriera fu negli anni Settanta quando, oltre al Sassaroli di Amici miei, diede vita ad altri due personaggi indimenticabili, il giudice col vizio delle scommesse ippiche nella commedia cult Febbre da cavallo (di Steno, 1976) e il cattivissimo Lord James Brooke nella miniserie televisiva Sandokan (di Sergio Sollima, 1976).
Fu legato per tutta la vita da un’amicizia intima e profonda con un altro grande del cinema italiano, Vittorio Gassman, conosciuto nel 1942 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Fu proprio Gassman, nel febbraio 1986, a sostituirlo sul palcoscenico a Siena la sera della prima de I misteri di Pietroburgo, tratto da Dostoevskij: mancava poco per entrare in scena e Adolfo fu colpito da un infarto che, in breve tempo, fermò il suo cuore per sempre.

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