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TUTTO IL CINEMA DI JIM JARMUSCH RACCONTATO IN UN LIBRO

deadman

Un libro di 180 pagine per raccontare uno dei più grandi outsider del cinema americano contemporaneo. Il cinema di Jim Jarmusch. Una filmografia per un’analisi della cultura e del cinema postmoderno di Umberto Mentana (edito da Aracne e in vendita da qualche settimana, anche in formato e-book) è l’occasione per conoscere a fondo l’opera del regista dell’Ohio, capace di conquistare seguaci in ogni parte del mondo con il suo cinema contemplativo e minimalista.
Dopo un’ampia ed esaustiva parte introduttiva dedicata al Postmodernismo nella settima arte, l’autore accende i riflettori su Jarmusch, raccontando la sua carriera sin dai primi passi mossi sotto l’ala protettrice del leggendario regista di Gioventù bruciata Nicholas Ray. Mentana, quindi, passa meticolosamente in rassegna l’intera filmografia del regista, da Daunbailò al capolavoro Dead Man, fino a Solo gli amanti sopravvivono, accompagnandoci con un’analisi critica approfondita nel cinema del maestro che tanto bene ha raccontato la solitudine dell’uomo all’interno della società globalizzata, senza trascurare l’importanza di incontri decisivi con personaggi  del calibro di Wim Wenders e Roberto Benigni.
Il tutto ponendo in evidenza il potere quasi catartico dell’opera del cineasta americano perché, come lo stesso Mentana dice dalle pagine del suo libro, “oggi più che mai abbiamo bisogno di artisti come Jim Jarmusch, creatori di mondi capaci di farci riflettere su quei pochi istanti di silenzio e di pausa ancora disponibili all’interno del ritmo incessante e compulsivo della vita contemporanea, ridando voce e dignità all’uomo come essere vivente e non come parte di un meccanismo industriale”.


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