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TUTTI PAZZI PER JENNIFER

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Esiste qualcosa nel cinema che possa mettere d’accordo un adolescente scalmanato e il più incallito dei cinefili? Sì, ed ha un nome e cognome: Jennifer Lawrence. Per i ragazzini di tutto il mondo è la coriacea Katniss della saga Hunger Games, per i palati fini una garanzia nei film d’autore.
Della sua bravura se ne sono accorti tutti al Festival di Venezia 2008, dove arriva da perfetta sconosciuta con l’intenso The burning plain – Il confine della solitudine di Guillermo Arriaga e finisce sotto la lente d’ingrandimento dei critici. Lei non si monta la testa, anzi cambia pelle con una disinvoltura disarmante. Se nel drammatico Un gelido inverno (2010) si carica tutto il peso del film sulle spalle con la tenacia di un’eroina della tragedia greca, ne Il lato positivo (2012) la sua vedova Tiffany ti stende con gli sguardi fulminanti e con il corpo che sembra recitare all’unisono con la sua voce, mentre in American Hustle (2013) non ha difficoltà a diventare un’esilarante “signora cafona”. Credo che il suo segreto risieda in un talento puro che si porta dietro dal natio Kentucky e che non è stato addomesticato da scuole di recitazione.
Il 15 agosto Jennifer ha compiuto appena 24 anni e l’augurio che le si può fare è restare la ragazza semplice che, mentre sta andando a ritirare l’Oscar (per Il lato positivo), inciampa nei gradini e si fa una grassa risata, alla faccia del protocollo.
Grande attesa, dunque, per il 20 novembre, giorno in cui uscirà il nuovo capitolo di Hunger Games, Il canto della rivolta parte 1, e contemporaneamente Una folle passione di Susanne Bier, film ambientato ai tempi della Grande Depressione, in cui sarà per la terza volta al fianco di Bradley Cooper.


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