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LORO 1. RECENSIONE

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“Tutto documentato, tutto arbitrario” (Giorgio Manganelli). È con questa citazione lapidaria e significativa che Paolo Sorrentino, come a voler mettere subito le cose in chiaro, apre il primo capitolo del suo nuovo film. Loro 1 non è un racconto storico dell’Italia degli anni 2006-2010, né un biopic su Silvio Berlusconi, ma – come è evidente già col trascorrere dei primi minuti – un ritratto di “Loro”, cioè “quelli che contano” (o che credono di contare), quelli che aspirano a lambire, raggiungere, emulare “Lui”, il Presidente, l’uomo al vertice della piramide del potere.
A questo universo il regista ci introduce attraverso Sergio Morra (Riccardo Scamarcio), un giovane faccendiere pugliese à la Tarantini che, con l’ausilio di escort e chili di cocaina, prova a farsi notare per approdare all’agognata corte del Re Sole. Arrampicatori sociali, intrallazzatori, politici viscidi e leccaculo (occhio al Santino Recchia di Fabrizio Bentivoglio), cortigiane, giullari, festini, droghe, orge: per un’ora abbondante Sorrentino mette in scena “La grande bruttezza” e gli effetti del berlusconismo sulla nostra società, provocando un senso di inquietudine e, a tratti, di repulsione. Sotto l’aspetto registico, questa prima parte di film attinge al cinema di Scorsese (c’è pure una citazione spudorata di The Wolf of Wall Street) ed è segnata da intuizioni sorrentiniane di indubbio fascino, ma anche da alcuni passaggi a vuoto.
Con l’apparizione di “Lui” (un’entrata in scena spiazzante, che non voglio spoilerare), Loro 1 – ormai oltre la metà della sua durata – subisce un ribaltamento di toni, viene invaso dall’ironia e si fa leggero come le chiacchiere dell’affabulatore Silvio. Toni Servillo è impeccabile nel trasformare il suo volto nella maschera che ha venduto sogni a milioni di italiani (“La verità è frutto del tono e della convinzione con cui la affermiamo”), lasciando però intravvedere anche l’irrequietezza dell’uomo che si rifiuta di diventare un ricco pensionato: il suo Berlusconi è quello che ha appena perso le elezioni, non riesce più a primeggiare nel calcio, fa fatica a riconquistare la moglie delusa ed annoiata (Elena Sofia Ricci).
C’è comunque un che di irrisolto, di incompiuto in tutto il film, e il finale non fa che accentuare questa impressione: più che il primo capitolo di un dittico, Loro 1 sembra il lungo prologo di Loro 2 (nelle sale dal prossimo 10 maggio), un film che dovrà necessariamente dare maggior senso a questi primi centoquattro minuti.

Voto: 3/5

Loro 1, Italia, 2018. Regia: Paolo Sorrentino. Interpreti:  Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Michela Cescon, Roberto Herlitzka. Durata: 1h e 44’.


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