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LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE. RECENSIONE

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Coney Island, anni ’50. Ginny (Kate Winslet), una donna alle soglie dei 40 anni che in gioventù ha accarezzato il sogno di sfondare come attrice, fa la cameriera in un modesto ristorante di pesce. Ha un problematico figlio con istinti da piromane, Richie, ed è sposata in seconde nozze con il rozzo giostraio Humpty (Jim Belushi). Nella grigia esistenza di questa famiglia irrompono, portando scompiglio, Carolina (Juno Temple), figlia di Humpty in fuga dagli scagnozzi del marito gangster, e l’attraente bagnino Mickey (Justin Timberlake), per cui Ginny finisce per perdere la testa.
Vedere il parco divertimenti di Coney Island come scenario del nuovo film di Woody Allen, rende impossibile non pensare subito a Io e Annie (1977) e alla tragicomica infanzia del protagonista Alvy Singer, cresciuto in una casa sotto la montagna russa Thunderbolt. La quarantottesima opera del regista americano, però, si addentra in ben altri territori. Imperniato su una sceneggiatura totalmente prosciugata della consueta ironia alleniana, La ruota delle meraviglie ha il sapore di un crocevia tra la tragedia greca e i drammi di Tennesee Williams. Lo si avverte con maggior forza nelle diverse sequenze ambientate nell’abitazione di Humpty e Ginny, specialmente quando con la coppia entra in scena Carolina. La casa si trasforma in un groviglio di frustrazioni, fallimenti, recriminazioni ed acredine, l’atmosfera si fa claustrofobica, la tensione incandescente.
Nella giostra di sentimenti che coinvolge i quattro protagonisti (senza dimenticare il piccolo Ritchie, calpestato dall’indifferenza degli adulti), Ginny funge da perno centrale dell’ingranaggio. Tra le mani di Woody, Kate Winslet dipinge un magnifico ritratto di donna sull’orlo di una crisi di nervi. Occhi spenti dai rimpianti, corpo burroso e sensuale dentro cui si annidano passioni represse, Ginny si infiamma di fronte alla speranza di una via di fuga, per poi raggelarsi ogni qual volta il destino le volta le spalle, come suggerisce quell’arancione che si dissolve nel blu notte, geniale trovata del grande Vittorio Storaro.
Privo di qualsiasi accelerazione di ritmo, La ruota delle meraviglie riluce grazie al portentoso lavoro del direttore della fotografia italiano, le emozioni emanate dai volti degli attori e i dialoghi finemente cesellati da assaporare parola per parola, per immergersi al meglio nell’ultima profonda riflessione di Allen sulle fragili illusioni e le miserie dell’essere umano.

Voto: 3,5/5

La ruota delle meraviglie (Wonder Wheel), USA, 2017. Regia: Woody Allen. Interpreti: Kate Winslet, Justin Timberlake, Jim Belushi, Juno Temple. Durata: 1h e 41’.


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