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LA FORMA DELL’ACQUA. RECENSIONE

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Baltimora, 1962. Elisa Esposito, una donna solitaria ed emarginata affetta da mutismo, lavora come addetta alle pulizie in un laboratorio governativo ad alta sicurezza. La sua vita cambia radicalmente quando, insieme alla collega Zelda, scopre un esperimento top secret condotto su una creatura anfibia catturata in Amazzonia.
Come nel cult che lo ha consacrato, Il labirinto del fauno (2006), il regista messicano Guillermo del Toro torna a intrecciare Storia e fantasy per raccontare un’insolita love story ai tempi della Guerra Fredda. La Bella (senza parola) ha gli occhi radiosi e l’espressività penetrante di Sally Hawkins, più qualche cromosoma di Amélie Poulain de Il favoloso mondo di Amélie. La Bestia (acquatica) ha i movimenti eleganti di Doug Jones – l’attore nascosto sotto l’accattivante costume prostatico – e un cuore che batte dentro il corpo mostruoso.
Rispetto a Il labirinto del fauno, La forma dell’acqua ha risvolti di sceneggiatura meno originali e sorprendenti (in particolare nella parte conclusiva), ma è certamente un’opera più matura e densa di significati. Come non scorgere dietro lo psicolabile e violento Strickland di Michael Shannon, la sagoma dell’America razzista e reazionaria di Trump. E poi c’è l’elogio alla diversità che del Toro dipinge con pennellate delicate non solo attraverso la coppia protagonista, ma anche grazie a personaggi di contorno come Giles/Richard Jenkins, gay sensibile e colto costretto a celare il suo orientamento sessuale, e Zelda/Octavia Spencer, un’afroamericana che si difende dalla discriminazione e da un matrimonio infelice con l’arma dell’umorismo pungente.
In questo film in cui convivono fiaba e thriller, horror e romanticismo, non mancano inoltre scelte registiche rischiose ma riuscite come l’inaspettata parentesi musical, mentre l’impeccabile ricostruzione d’epoca risulta di vitale importanza nell’economia del racconto.
Menzione finale per Michael Stuhlbarg, interprete versatile e sempre prezioso, qui nei panni di uno scienziato doppiogiochista affascinato dall’intelligenza e la sensibilità dell’uomo anfibio.

Voto: 3,5/5

La forma dell’acqua – The Shape of Water (The Shape of Water), USA, 2017. Regia: Guillermo del Toro. Interpreti: Sally Hawkins, Octavia Spencer, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg. Durata: 2h e 3’.


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