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IL FUOCO DELLA VENDETTA. RECENSIONE

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Russell Baze (Christian Bale) è un onesto operaio di un’acciaieria di Braddock, Pennsylvania. Per uno sfortunato evento, perde tutto ciò che gli sta a cuore. Gli resta soltanto l’amato fratello Rodney (Casey Affleck), reduce della guerra in Iraq che si dà agli incontri di boxe clandestina. Quando Rodney scompare, Russell è costretto a scontrarsi con un boss montanaro (Woody Harrelson).
Il fuoco della vendetta è uno di quei film che cattura l’attenzione dello spettatore sin dalla prima scena, per poi tenerlo in tensione fino alla fine pur senza avere dei ritmi serrati. Anzi, nei momenti clou la cadenza rallenta per aumentare ancora di più la suspense. Il regista Scott Cooper avvolge la storia e i personaggi nei fumi delle fabbriche e nel grigiore dell’America di provincia, dando al film una patina malinconica. Certo Cooper ha la fortuna di poter contare su un cast di grandi attori per i ruoli di contorno, tra cui spicca Woody Harrelson che nei primi piani buca lo schermo con i suoi sguardi luciferini. A fare la differenza, però, è il protagonista Christian Bale, uno di quegli attori che vale da solo il prezzo del biglietto. Bale ancora una volta si trasforma fisicamente e carica di intensità dolente il suo Russell, eroe di provincia in lotta contro un destino ineluttabile, che sembra quasi essere un parente del giovane De Niro de Il Cacciatore. Non a caso, in un momento cruciale del film c’è una scena di caccia al cervo, omaggio esplicito al capolavoro di Michael Cimino.

Voto: 3/5

Il fuoco della vendetta (Out of the furnace), USA, 2013. Regia: Scott Cooper. Interpreti: Christian Bale, Casey Affleck, Woody Harrelson, Willem Dafoe, Forest Whitaker, Zoë Saldana, Sam Shepard. Durata: 1h e 56’


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