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DA LAUREATO A LEGGENDA: GLI 80 ANNI DI DUSTIN HOFFMAN

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Un giovane sdraiato sul materassino che galleggia in piscina, stringe una lattina fredda nel pugno sotto i raggi roventi di un sole estivo. Le immagini scorrono e risuona vibrante The Sound of Silence di Simon & Garfunkel. È una delle scene-simbolo de Il laureato di Mike Nichols e il ragazzo nei panni del protagonista è Dustin Hoffman, promettente allievo dell’Actors Studio di quel periodo. Siamo nel 1967 e, mentre in Vietnam infuria la guerra, negli States si respira l’aria della contestazione. Dustin conquista improvvisamente la celebrità e in pochi anni diventa uno degli attori di punta della New Hollywood, infilando una serie di interpretazioni maiuscole in film memorabili come Un uomo da marciapiede (1969), Il piccolo grande uomo (1970), Cane di paglia (1971), Papillon (1973), Tutti gli uomini del presidente (1976) e Il maratoneta (1976), solo per citarne alcuni.
Il prosieguo della carriera conferma il suo genio artistico, la versatilità e quel gusto per la sfida che lo porta a superare prove apparentemente molto ostiche, come quella in abiti femminili in Tootsie (1982) di Sydney Pollack. In cinquant’anni di attività raccoglie sette nomination all’Oscar, vincendo due volte. Le statuette le conquista per due film rimasti nel cuore di tutti, Kramer contro Kramer (1979) di Robert Benton e Rain Man – L’uomo della pioggia (1988) di Barry Levinson. I personaggi del papà lasciato solo col suo bambino e dell’autistico con genio matematico sono l’apoteosi dell’applicazione del metodo, ma anche della capacità di Dustin di sprigionare un’umanità autentica.
L’ultima fase di carriera mette in risalto l’Hoffman brillante – imperdibili le prove in Eroe per caso (1992) e Sesso & potere (1997) – e nel 2012 si concede anche l’esordio registico alla veneranda età di 75 anni con il film Quartet. Proprio quando sembra ormai destinato a recitare soltanto in ruoli minori, eccolo tornare protagonista a Cannes 2017, dove con The Meyerowitz Stories di Noah Baumbach raccoglie applausi scroscianti. Il modo più bello per festeggiare il traguardo delle 80 primavere, che il leggendario Dustin accoglie con il suo sorriso accattivante e la consueta ironia: “Non voglio più fare parti da vecchio!”.


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