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30 ANNI SENZA SERGIO LEONE, L’UOMO CHE RIVOLUZIONÒ LA SETTIMA ARTE

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Quando, il 30 aprile del 1989, un attacco di cuore se lo portò via a sessant’anni, Sergio Leone stava finalmente per realizzare il film con il quale avrebbe dovuto raccontare l’assedio di Leningrado durante la Seconda Guerra Mondiale, ovvero la più cocente sconfitta subita dalla Germania nazista di Adolf Hitler. Il fatto che questa pellicola non abbia più potuto vedere la luce è uno dei tanti motivi per cui rimpiangere la perdita precoce di un artista unico, che avrebbe voluto e potuto dare ancora tanto.
Il regista italiano che rinnovò radicalmente il western, il genere americano per eccellenza, il Maestro che plasmò film cardine come Il buono, il brutto, il cattivo e C’era una volta in America, ha lasciato dietro di sé una scia luminosa che ha ispirato e continua ad ispirare schiere di cineasti. A cominciare da quel Quentin Tarantino che sul set chiede un primissimo piano con l’espressione “Give me a Leone”, “Datemi un Leone”, come a dire che Sergione è stato praticamente il Cinema.
Una bella rivincita nei confronti dei molti critici che, ai suoi tempi, erano di ben altro parere, non riuscendo a intravvedere nulla di geniale nelle creazioni del papà dello spaghetti-western. Tutt’altra storia, invece, con il pubblico, con il quale fu amore a prima vista. Le sue lande polverose, i duelli tra l’uomo con la pistola e quello con il fucile, il carillon di Indio, le battute di Tuco e del Biondo, l’estasi dell’oro, l’arrivo di Jill alla stazione, il pistolero con l’armonica, le esplosioni dinamitarde, i cinque piccoli gangster davanti al Manhattan Bride, Deborah e Noodles in riva al mare sono un patrimonio che custodiamo con passione e che tramandiamo di padre in figlio. Perché tuffarsi nei capolavori di Leone è un’esperienza estatica, come spiare da una feritoia la ragazza che ami mentre danza e volteggia sulle note di Amapola. Qualcosa, insomma, che va oltre il cinema stesso e che racconta meglio di qualsiasi parola l’uomo che, con soli sette film, seppe rivoluzionare la settima arte.


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